“Riprendiamo l’Ambiente”, il laboratorio termina con le riprese del corto

Rispetto per l’ambiente, responsabilità sociale, grinta, passione per il cinema e soprattutto tanto divertimento. Sono questi i sentimenti che per circa cinque mesi hanno unito ed entusiasmato i giovani partecipanti a “Riprendiamo l’Ambiente”, il laboratorio creativo di cinematografia sul tema dell’ambiente promosso dalla Fondazione Mario Diana Onlus con il Teatro Civico 14. Dopo settimane di incontri e lezioni con il regista casertano Angelo Cretella, finalizzate ad apprendere le nozioni fondamentali del linguaggio cinematografico – tecniche narrative, scrittura di una sceneggiatura, elementi profilmici, inquadrature e montaggio – durante quest’estate i ragazzi si sono dedicati alle riprese del cortometraggio/spot che segnerà la fine dei lavori e lancerà un messaggio sull’importanza del rispetto e della sostenibilità ambientale. Ancora in cantiere il titolo del corto, ma in questo breve video – che riprende il backstage delle riprese – i giovani raccontano l’evoluzione del plot, le modifiche apportate allo storytelling e anticipano qualche particolare della storia, presentandoci la simpaticissima nonna della protagonista.
Premio Mario Diana 2014: si conclude l’attività di ricerca dei due stagisti

“Sono stati tre mesi altamente formativi; i dipendenti della Erreplast e della SRI ci hanno accolti coinvolgendoci nelle attività aziendali e dandoci l’opportunità di approfondire concretamente i nostri studi. Speriamo che il nostro lavoro possa offrire spunti interessanti per fornire un contributo all’impegno della Fondazione, in materia di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’ambiente e della raccolta differenziata”. Marco Miggiano e Carmina Mangiacapre non hanno dubbi. Questi ultimi mesi trascorsi nelle aziende Erreplast ed SRI hanno consentito ad entrambi di approfondire ed ampliare le loro conoscenze in materia ambientale. Hanno imparato sul campo quanto sia importante selezionare i rifiuti e quali siano i vantaggi e i risultati del riciclo, sia in termini di tutela ambientale che di risparmio economico. Ed ora che il periodo di ricerca si è concluso i due stagisti hanno presentato il loro studio e sottoposto alcune proposte che possono essere uno stimolo per migliorare la raccolta differenziata e coinvolgere ancor più i cittadini, rendendoli attori consapevoli e responsabili. Il tema di ricerca sul quale Marco e Carmina hanno lavorato in team, dopo aver superato le diverse fasi della selezione indetta dalla Fondazione Mario Diana Onlus, è: “Il ruolo della raccolta differenziata nel sistema di gestione integrata dei rifiuti e le possibilità di recupero e riciclaggio dei vari materiali raccolti, il loro impatto ambientale, i benefici economici e sociali derivanti da un’ottimale gestione dei rifiuti e l’importanza del ruolo di istituzioni e cittadini”. “Lavorare su un tema così importante è stata una bellissima esperienza – spiega Carmina -. Ancora oggi, quello della gestione dei rifiuti è un problema di grande attualità che deve coinvolgere tutti, nessuno escluso. In questi mesi di ricerca siamo partiti dalle normative in vigore, abbiamo studiato le migliori performance sia italiane che europee con il desiderio di capire quanto incidano determinati fattori – quali numero di abitanti, posizione geografica, assenza di pregiudizi – nell’attuazione di un modello vincente. E alla fine ci siamo chiesti come poter intervenire per informare il cittadino e lanciargli un messaggio importante che è legato a piccoli gesti quotidiani che in apparenza potrebbero sembrare banali ma che in realtà sono necessari per svolgere una corretta raccolta differenziata finalizzata alla riduzione e al riciclo dei rifiuti. Tutto questo è contenuto nel nostro studio, che speriamo risulti utile ed interessante”. “Siamo partiti da una domanda che potrebbe sembrare semplice ma non lo è – chiarisce Marco -: ci siamo chiesti quali sono le lacune da colmare e come sono percepite ed affrontate dal cittadino. Sempre più spesso pensiamo che per risolvere il problema dell’inquinamento basti svolgere la raccolta differenziata, ma non è così. O meglio, non basta. Per valorizzare l’intero sistema non possiamo continuare a pensare che il nostro dovere di cittadini responsabili sia conferire il sacchetto nel giorno giusto e nell’apposito cassonetto. I cittadini devono sapere quale strada prenderà il sacchetto, ma allo stesso tempo vanno informati tutti gli attori coinvolti nella gestione dei rifiuti, dal produttore all’operaio specializzato nella selezione e nel riciclo, passando per l’impiegato comunale e il trasportatore. Per questo – conclude – pensiamo sia necessario coinvolgere tutti gli Enti gestori della raccolta differenziata e gli istituti scolastici del territorio con l’obiettivo di adottare e sperimentare la validità di un caso-pilota. Speriamo che queste proposte riescano a sintetizzare un’esperienza positiva e i tre mesi di lavoro, offrendo suggerimenti utili ed occasioni di approfondimento”.
Bene comune e progresso sociale: il futuro parte dall’Economia civile

“Un’idea di economia civile in cui sicurezza, prudenza e umanità diventano fonte di crescita e sviluppo per l’intera comunità e non devono limitarsi al progresso del singolo. Il bene comune parte dal confronto e da scambi reciproci – sia pratici che mentali -: l’interesse di ogni individuo si realizza assieme a quello degli altri, non già contro né a prescindere dagli interessi degli altri”. E’ il bellissimo pensiero con cui ieri pomeriggio, al Belvedere di San Leucio, il noto Economista e Accademico italiano Luigino Bruni ha aperto un momento di riflessione organizzato dalla Fondazione Mario Diana Onlus con la SEC – Scuola di Economia Civile di Incisa Valdarno – nell’ambito della II edizione della Summer School, in corso a Torre del Greco, nella suggestiva cornice di Villa Tiberiade. Quest’anno la Summer School ha coinvolto imprenditori, docenti e cittadini in cerca di una nuova via per l’economia e la società italiana, con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni che stanno coinvolgendo la cultura dell’impresa e del management. Il neo Assessore alla Cultura della Città di Caserta, Daniela Borrelli, ha elogiato l’impegno della SEC – Scuola di Economia Civile – e la scelta di organizzare un visita al Complesso Monumentale di San Leucio nell’ambito della II Edizione della Summer School; un sito simbolo di quella economia civile tanto elogiata e auspicata da Antonio Genovesi, sacerdote ed economista salernitano. “Per la sua storia e il suo passato – ha ricordato la Prof.ssa Borrelli – il Belvedere di San Leucio coniuga tutto ciò che oggi l’economia dovrebbe rappresentare in una società aperta e tesa al futuro: un luogo in cui formazione e studio riescano a convivere con buone pratiche e azioni responsabili, ma anche con momenti di svago e divertimento tesi ad arricchire lo sviluppo e la crescita personali”. “L’economia civile non è un museo – ha concluso Silvia Vacca, Presidente della Scuola di Economia Civile -. E’ un modo di agire, di relazionarsi e di vivere che pensa all’altro e progetta per il domani. E’ quindi necessario pensare all’economia civile quale sinonimo di bene comune, reciprocità, valorizzazione dello sviluppo personale e ricerca condotta con efficienza ed equità”. Toccante l’intervento di Massimiliano Noviello, figlio di Domenico, vittima innocente della criminalità organizzata. Il suo racconto e la sua testimonianza hanno ricordato che dalla sofferenza possono nascere semi di speranza e azioni di impegno generoso e fecondo per il proprio territorio, capaci di alimentare solidarietà e riscatto sociale. La storia che ha vissuto e il dolore per l’uccisione di un padre che ha lottato per non cedere all’illegalità lo hanno spinto ad impegnarsi per il bene comune. Con Gennaro Del Prete, anch’egli figlio di un uomo ucciso dalla camorra – Federico – Massimiliano ha fondato la Cooperativa Ventuno: una start-up per la rivendita di prodotti ecologici e compostabili, dai bio-shopper ai prodotti per l’agricoltura e a quelli usa e getta per la ristorazione. “Oggi possiamo dire che la morte dei nostri padri non è stata vana – ha dichiarato Massimiliano – perché il loro coraggio e la voglia di una società civile fondata sulla legalità e sul lavoro onesto continua a vivere nella Cooperativa sociale”.
Scegli la tua strada: PROMETEO accanto ai giovani nella scelta dell’Università

Con la fine delle vacanze estive per molti ragazzi che intendono completare il percorso formativo si avvicina il momento della fatidica – tanto attesa ma allo stesso tempo temuta – scelta dell’Università. Ed oggi sempre più giovani si sentono costretti ad abbandonare il Meridione dopo il diploma pensando che proseguire gli studi al Nord offra una preparazione completa e valida, ma soprattutto sia garanzia di un più facile e veloce inserimento nel mondo del lavoro dopo la laurea. E quando si tratta di compiere questa scelta anche molte famiglie del Sud – a costo di grandi sacrifici – spingono i loro figli ad optare per l’iscrizione in un ateneo fuori regione, e addirittura al trasferimento, convinte che sia l’unica strada giusta. Ma in realtà le cose sono ben diverse e per fare un po’ di chiarezza in questa confusione di pregiudizi la Fondazione Mario Diana ha deciso di partire proprio dal 2016 per aumentare impegno e risorse a favore dell’istruzione. Attraverso il suo nuovo progetto PROMETEO, la Fondazione si rivolgerà ai giovani studenti universitari per semplificare il loro percorso formativo, cominciando proprio dalla prima fase di autovalutazione e orientamento, promuovendo percorsi innovativi di inserimento nel mondo accademico e del lavoro. Dati e statistiche recenti, infatti, dimostrano che nel momento della scelta i ragazzi si sentono smarriti, sono confusi e abbandonano sogni e aspirazioni credendo siano irraggiungibili a causa di limiti e difficoltà che sempre più spesso coinvolgono l’intera famiglia. In realtà, con la guida e l’esperienza di figure esperte, orientarsi nel mondo universitario è più semplice del previsto. Una classifica fra atenei di tutta Italia, stilata analizzando i dati presentati dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, dimostra che, nonostante i diffusi pregiudizi, sono tanti i casi in cui gli atenei meridionali superano quelli del Nord, sia come opportunità di accrescimento sociale sia per le soddisfazioni economiche al termine degli studi. L’indagine tiene conto dei reali sbocchi occupazionali a tre anni dalla laurea magistrale, del contesto territoriale ed, oltre ad analizzare la qualità dell’offerta formativa dei vari atenei, mira a dimostrare che – nonostante siano maggiori le possibilità di crescita professionale ed economica per un laureato – non sempre un giovane del Nord che completa il percorso di studi nella sua città ha prospettive lavorative e di guadagno migliori di un coetaneo della stessa zona che lavora senza laurea. In quest’ultimo caso, invece, la differenza si nota – ed è anche notevole – al Sud, dove di sicuro un giovane laureato avrà più possibilità e soddisfazioni di un coetaneo diplomato. Così, in cima alla graduatoria compaiono il Politecnico di Bari, l’Università di Foggia e la Federico II di Napoli; in coda ci sono l’Università di Bologna, la Sapienza di Roma e la Statale di Milano. Ad esempio, stando al confronto tra i dati prodotti da AlmaLaurea e il tasso provinciale di occupati Istat nella fascia di età 25-34 anni – entrambi riferiti al 2015 – il laureato all’Università del Molise non migliora di molto la condizione dell’occupato in provincia di Campobasso, visto che passa dal 48,1 al 54,7%; mentre a Foggia il salto in avanti è dal 37,6% al 67,5% e alla Federico II dal 36,8% al 63,5%. Anche in riferimento al reddito medio di un occupato, a tre anni dal conseguimento della laurea magistrale, l’indagine fa emergere sorprese. Tra chi lavora è di 1.240 euro netti mensili. Confrontando i redditi dei laureati con quelli medi del territorio, le performance più interessanti le ottengono i laureati del Politecnico di Bari, seguiti da quelli de L’Aquila e della Federico II. Un laureato nell’ateneo federiciano, a tre anni dal titolo di studio magistrale, guadagna in media 1.250 euro netti mensili, più della media nazionale e tanto quanto il collega che si è laureato e lavora a Bologna (1.249 euro) o alla Statale di Milano (1.263 euro) ma, ovviamente, in termini relativi, il suo passo avanti dal punto di vista sociale con 1.250 euro a Napoli è molto più consistente.
PROMETEO: on line la nuova pagina dedicata al progetto

Informazioni, programma, percorsi, impegno, modalità per contattarci, video e immagini: da oggi è online “PROMETEO”, la pagina della Fondazione Mario Diana Onlus interamente dedicata al nuovo progetto. PROMETEO è lo strumento per accompagnare giovani di talento nel loro percorso formativo e professionale, promuovendo percorsi innovativi di consolidamento del legame tra il mondo accademico e quello del lavoro.
“La Casa Comune”: ecco chi ha vinto il premio del Concorso fotografico

Mauro Coruzzolo, Dmitrij Anatolievic Musella, Felice Russo, Roberta Navarra e Stefania Esposito sono i cinque vincitori del Concorso fotografico La Casa Comune. A loro sarà attribuito il premio ed i cinque scatti verranno pubblicati nel fotolibro ispirato alla Lettera Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. Il fotolibro avrà l’intento di stimolare, attraverso le immagini fotografiche ed i brani scelti dall’Enciclica papale, una profonda riflessione sulla cura della casa comune, sia sotto forma di denuncia del degrado ambientale ed umano esistente sul pianeta che di esaltazione dell’armonia natura-uomo. Il 25 maggio scorso la Commissione del Concorso – composta da Antonio Diana, Elpidio Pota, Carlo Furno, Gianluca Chioato e Michela Fabbrocino – ha esaminato le fotografie pervenute entro il 30 aprile 2016 selezionando i 5 scatti. La scelta non è stata facile, considerando la grande partecipazione di giovani ed aspiranti fotografi provenienti da tutta Italia. Ma alla fine hanno prevalso l’aderenza al tema, la creatività, l’originalità e la qualità della fotografia. Ancor più delle altre immagini, infatti, gli scatti scelti dalla Commissione sono risultati singolari per il modo in cui i cinque autori – attraverso la loro personale visione – sono riusciti a catturare un particolare suggestivo, emblema dell’importanza del rispetto ambientale. Di seguito i cinque scatti vincitori, in ordine di scelta: Mauro Coruzzolo, luogo dello scatto: Roma – vedi foto Dmitrij Anatolievic Musella, luogo dello scatto: Perugia – vedi foto Felice Russo, luogo dello scatto: Napoli – vedi foto Roberta Navarra, luogo dello scatto: Loppiano – vedi foto Stefania Esposito, luogo dello scatto: Napoli – vedi foto *** “La Casa Comune” Concorso fotografico sul rispetto per l’ambiente “Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”. La Fondazione Mario Diana promuove il concorso fotografico “La Casa Comune”: attraverso la fotografia intende coinvolgere i partecipanti con i propri lavori e la loro personale visione – che sia un panorama cittadino, un paesaggio naturale, un ambiente suggestivo, un volto, un momento particolare, ecc. – nella realizzazione di un fotolibro ispirato alla “Laudato sì”, la seconda Lettera Enciclica di Papa Francesco. Scopo del progetto è quello di porre l’accento sui grandi temi che coinvolgono l’umanità; dalla difesa del creato alla denuncia del degrado ambientale e sociale. I lavori saranno visionati e valutati da una commissione composta da esperti nel settore della fotografia ed esponenti del mondo scientifico e giornalistico legati all’ambiente. Spunti di riflessione: clicca QUI per visualizzare il video di Papa Francesco: intenzioni di preghiera febbraio 2016 I termini della partecipazione, il bando e le linee guida sono consultabili nei link di seguito riportati: Bando “La Casa Comune” Linee Guida Domanda di partecipazione Liberatoria fotografica