Ecco gli assegnatari del WORLD_Philadelphia 2017

PROMETEO WORLD_Philadelphia 2017 Ecco i partecipanti alla Summer School americana David Harrison Ferrell, Rosa Correra, Serena Cotic, Roberta Sferrazzo ed Eugenio Scacchetti sono gli assegnatari del “WORLD PHILADELPHIA 2017”; il Bando di selezione promosso dalla Fondazione Mario Diana nell’ambito del progetto PROMETEO per l’assegnazione di cinque borse di studio a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. La prossima estate – tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017 – David, Rosa, Serena, Roberta ed Eugenio voleranno alla volta degli Stati Uniti d’America per partecipare alla I edizione della Summer School World nel Centro di Ricerca Sbarro Health Research Organization di Philadelphia (USA). Tre settimane di studio, ricerca e progettazione durante le quali i cinque assegnatari delle borse potranno accrescere le loro soft skill mettendo alla prova il loro talento, per lavorare in gruppo alla realizzazione di un prototipo di gioco virtuale teso a sensibilizzare i cittadini sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. La selezione si è svolta ieri alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma – Partner della Fondazione Mario Diana, che si occuperà di fornire il supporto tecnico-scientifico e l’organizzazione dell’esperienza di studio americana. La scelta non è stata facile per la Commissione, composta dal Segretario Generale e dal Direttore Operativo della Fondazione – Elpidio Pota e Rosaria della Valle – e dalla nota Economista Suor Alessandra Smerilli, Docente alla Pontificia Facoltà “Auxilium”. Su 16 iscritti 11 ragazzi hanno partecipato alla selezione dimostrando subito un’ottima conoscenza della lingua inglese e desiderio di mettersi alla prova con determinazione. Alla fine hanno prevalso l’aderenza degli studi svolti dai partecipanti al tema del Bando, la propensione al lavoro di gruppo, il forte spirito di collaborazione e le grandi capacità relazionali dei cinque assegnatari. “Siamo ancora increduli – hanno commentato i vincitori subito dopo la proclamazione -. Non possiamo che ringraziare la Fondazione Mario Diana e Suor Alessandra per aver creduto in noi e per offrirci questa opportunità irripetibile. Non deluderemo le vostre aspettative ma lavoreremo con impegno e tenacia. Siamo prontissimi!”. *** Bando di selezione per l’individuazione di 5 giovani partecipanti alla SUMMER SCHOOL DI PHILADELPHIA – USA. La Fondazione Mario Diana, nell’ambito del progetto PROMETEO, promuove la prima edizione della Summer School World, della durata di 3 settimane, che si svolgerà tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017, nel Centro di Ricerca S.H.R.O. – Sbarro Health Research Organization – di Philadelphia, negli Stati Uniti d’America. A tale scopo, la Fondazione pubblica un bando di selezione per l’assegnazione di 5 borse di studio destinate a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, in possesso di laurea vecchio ordinamento oppure laurea specialistica o triennale secondo il nuovo ordinamento oppure diploma di scuola secondaria di II° grado, compresi i diplomandi dell’anno scolastico 2016/2017. I partecipanti avranno occasione di vivere un’esperienza di scambio nel campo della ricerca applicata e dell’innovazione, sul tema della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, e potranno acquisire competenze trasversali, nell’ottica del life-long learning, ed esprimere le loro abilità per realizzare un prototipo di gioco virtuale. Per candidarsi è necessario compilare il modulo di partecipazione di seguito allegato, che deve essere spedito via email all’indirizzo prometeo@fondazionediana.it entro il 25 febbraio 2017, secondo le modalità espresse nel bando. Clicca QUI per consultare e scaricare il Bando di selezione Clicca QUI per scaricare e compilare il Modulo di partecipazione
“Tenebrae”: il corto di Pasquale Palmieri vince IntimaLente 2016

E’ “Tenebrae” il film vincitore della sesta edizione del Festival internazionale di etnografia visiva IntimaLente, organizzato dall’Associazione B.R.I.O. col patrocinio della Città di Caserta e il sostegno della Fondazione Mario Diana. L’opera, un cortometraggio dell’architetto Pasquale Palmieri impreziosito dalle musiche originali di Dylan Iuliano, ha vinto per la sezione “visti da vicino, visti da lontano” ed è stata presentata e premiata il 13 gennaio scorso alla libreria “Il Bibliofilo” di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. In meno di 6 minuti, il corto riesce a immergere lo spettatore nel fiume di emozioni, preghiere, sentimenti e voci di ben 250 donne che partecipano alla processione della Desolata a Canosa di Puglia, il Sabato Santo. Oltre duecento donne velate che intonano una versione particolare dell’Inno “Stabat Mater” di Jacopone da Todi. A rendere ancor più solenne – e allo stesso tempo realistica e coinvolgente – l’atmosfera sono le musiche create proprio per l’occasione dal compositore sannita Iuliano: un mix di sonorità e voci. “Non è un caso se tra le tante opere in gara abbiamo scelto proprio Tenebrae – sottolinea Aldo Colucciello, dell’Associazione B.R.I.O, in Giuria con Pasquale Corrado e Augusto Ferraiuolo -. Le ragioni sono tante ma il motivo principale è che il corto offre allo spettatore una lettura molto particolare della Settimana Santa, così come si svolge a Canosa, e lo fa trattando un tema prettamente etnografico con originalità, riuscendo a descrivere con maestria il pathos di uno dei momenti topici del film. Ma la vera particolarità è che Palmieri, che ha curato regia, fotografia e montaggio, sia riuscito a concentrare un momento così forte in meno di sei minuti, dopo aver “studiato” il rito per ben tre anni consecutivi. Con maestria ha deciso cosa tagliare e cosa inserire, lasciandosi guidare dal canto delle donne velate e dalle musiche, che rappresentano la centralità in questo contesto”. Vincitore per la sezione “racconti fotografici” è Pedro Tec con il suo lavoro “MAYAN WOMEN”. Tra i numerosi riconoscimenti, una menzione speciale è stata assegnata a Ennio Montenigro per il suo racconto fotografico dedicato alla Vergine di Guadalupe e intitolato “Bailando para la Virgen”.
“Una rete meravigliosa”: don Stefano parla dell’Osservatorio Mario Diana

“Tutto si sta muovendo con l’aiuto di Dio, ne sono sicuro. Si è creata una rete meravigliosa, fatta di carità e amore per il prossimo. E’ un impegno che funziona benissimo e che sta dando frutti importanti, inattesi”. E’ emozionato, quasi incredulo, don Stefano Giaquinto quando racconta le prime settimane di vita dell’Osservatorio per le povertà Mario Diana e della Locanda di Madre Teresa, le due strutture che il parroco della chiesa di San Michele Arcangelo ha inaugurato a Casagiove nell’ottobre scorso, grazie al sostegno della Fondazione Mario Diana Onlus. Nati con l’obiettivo di tendere la mano e offrire un tetto al riparo dal freddo alle persone povere e abbandonate, in questi primi mesi di vita i due centri di accoglienza hanno donato circa 1500 pasti caldi, garantendo anche visite e assistenza sanitaria a chi non può permettersi di sostenere i costi delle cure mediche. “Solo in questo mese si sono aggiunti altri 20 volontari, pronti a dedicare il loro tempo – sempre più spesso anche denaro e risorse – a chi vive nel bisogno – racconta il parroco -. Stiamo offrendo lezioni gratuite di doposcuola ai bambini, cibo, coperte e generi di prima necessità ad anziani, stranieri, intere famiglie. Ma purtroppo ancora non basta, ed è questo a farmi soffrire. Poche sere fa è venuta a bussarci una giovane donna che stringeva in una mano la sua bimba e nell’altra una pentola vuota. Mi sto rendendo conto che la Locanda di Madre Teresa e l’Osservatorio per le povertà Mario Diana stanno diventando sempre più punti di riferimento importanti, luoghi in cui si trovano riparo e sorriso, e c’è unità pur nella diversità di provenienza e religione. Abbiamo intenzione di inaugurare una nuova mensa per luglio 2017, in occasione del quarto centenario della spiritualità vincenziana. Ma non possiamo tacere, abbiamo bisogno del supporto delle Istituzioni per riuscire a fare di più. Dico grazie dal profondo del mio cuore alla famiglia Diana e alla Fondazione Mario Diana, che senza chiacchiere operano nel segno della carità, con grande umiltà”. *** “Opere-segno”: nasce l’Osservatorio per le povertà Mario Diana “Il vostro impegno ha un significato importante che rispecchia in pieno la missione di Gesù: guardare nell’altro il volto stesso del Padre. Non è un compito facile ma un’opera che solo il cuore porta a compimento. La Caritas le chiama opere-segno perché inducono al cambiamento e lasciano tracce indelebili di una Chiesa viva e solidale con gli ultimi”; questo il monito di monsignor Salvatore Visco, vescovo dell’Arcidiocesi di Capua, all’apertura a Casagiove dell’“Osservatorio per le povertà Mario Diana” e della Locanda di Madre Teresa. Due strutture completamente nuove che cercheranno di porre un freno all’aumento dei casi di povertà per donare una nuova speranza a chi si sente solo; un centro di studio e un luogo di accoglienza che il parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, don Stefano Giaquinto, ha potuto realizzare dopo anni di tentativi grazie al sostegno della Fondazione Mario Diana Onlus. Sabato sera, prima di benedire le due strutture, monsignor Visco ha voluto ringraziare ufficialmente Antonio Diana e Valentino Grant – rispettivamente presidente della Fondazione Mario Diana e presidente della BCC di Casagiove – per la grande rete di carità che hanno costruito a sostegno del progetto. “E’ questa la missione della chiesa italiana: lasciare un segno particolare di attenzione e vicinanza ai poveri, agli indigenti, a chi vive in difficoltà non solo per mancanze materiali ma soprattutto per carenze di affetto – ha sottolineato il vescovo -. Vi ringrazio a nome dell’intera comunità perché stasera ci ricordate che se in una parrocchia non vive la solidarietà – che è la sua dimensione fondamentale – allora manca la parte migliore; è come un tavolo che non regge perché manca il piede che sostiene tutta la struttura”. In tantissimi hanno preso parte all’inaugurazione e si sono stretti attorno a don Stefano, commossi, anche curiosi ma soprattutto impazienti di veder finalmente realizzato il loro grande sogno. L’“Osservatorio delle povertà Mario Diana” consentirà al parroco e ai volontari che lo aiuteranno di monitorare le cause e le condizioni attuali della povertà, per avviare uno studio che ne consenta di analizzare numeri, effetti, cause e soprattutto vie d’uscita. La Locanda di Madre Teresa spalancherà le sue porte ai bisognosi per offrirgli visite e cure mediche, indumenti, bagni con docce, beni di prima necessità e pasti. “Ancora non riesco a crederci – ha ammesso don Stefano -. Questa sera esaudiamo il desiderio di Papa Francesco facendo fiorire un’opera strutturale di misericordia in parrocchia. Abbiamo scelto di compiere un gesto concreto per andare incontro a chi ha bisogno: non sono i poveri a dover venire da noi, siamo noi a doverli cercare per poterli aiutare”. “E’ sempre un’emozione forte poter aiutare chi vive in difficoltà ma questa sera io e la mia famiglia viviamo una gioia particolare – ha spiegato Antonio Diana -. Non abbiamo mai cercato una targa per mio padre Mario ma vedere intitolata a suo nome una struttura che ha lo scopo di riportare in vita chi sente di aver perso tutto ci rende felicissimi. La mancanza di tempo per i tanti impegni lavorativi non mi ha mai permesso di recarmi personalmente in strada, nelle stazioni, per poter aiutare chi non ha una casa. Ho sempre cercato di vivere questa missione al servizio dei poveri offrendo un lavoro onesto e una possibilità di riscatto. Ma da stasera, grazie a don Stefano, proveremo a chiudere il cerchio mettendo in campo una solidarietà a 360 gradi: da un lato continueremo a offrire occupazione e dignità, dall’altro doneremo un sostegno materiale nel quotidiano”. Insieme per la solidarietà: a Casagiove nasce l’”Osservatorio per le povertà Mario Diana” Un segno tangibile di presenza attiva sul territorio; un punto di riferimento per chi si sente solo, emarginato, e ha bisogno di un volto amico che gli porga la mano, lo accolga, nel segno della solidarietà. Questa sera, alle ore 20,00 la Fondazione Mario Diana Onlus e la parrocchia San Michele Arcangelo di Casagiove inaugureranno in piazza San Michele
“LOVE FOOTBALL, HATE RACISM”

“LOVE FOOTBALL, HATE RACISM” Gli RFC Lions sono pronti per una nuova avventura Ancora poche ore e i “leoni casertani” daranno il via a una nuova avventura! Domenica 20 novembre è la prima giornata del Campionato federale di III categoria 2016/2017. La squadra degli RFC Lions sarà allo stadio “V. Palma” di Castel Morrone per sfidarsi con l’A.S.D. Castel Morrone. Comincia una nuova stagione calcistica e gli RFC Lions sono pronti a ripartire per diffondere il loro messaggio di pace e integrazione, attraverso una visione esemplare dello sport quale mezzo per sconfiggere razzismo, discriminazioni e sessismo. Quella che li attende sarà una stagione ricca di impegni e con obiettivi importanti da raggiungere. Oltre al campionato federale, quest’anno gli RFC partecipano anche al Campionato Amatoriale A-Diglio e al Campionato OPES A5 Femminile. “Un altro sogno che si realizza – ammette entusiasta il team -. Nuove partecipazioni che anche stavolta saranno possibili solo grazie al supporto della Fondazione Mario Diana Onlus. Siamo emozionati e determinati, perché quest’anno ci attende una missione ancor più impegnativa. Ci batteremo affinché non si parli più di atleti di serie ‘A’ e atleti di serie ‘B’. A livello nazionale ci sono ancora troppi ostacoli che bloccano il pieno coinvolgimento di calciatori stranieri – spiegano gli RFC -. Forse domenica, per l’inizio del Campionato, saremo costretti a scendere in campo con un solo giocatore straniero, perché l’iter per il tesseramento continua a essere lungo e molto difficile, nonostante si tratti di cittadini con regolare permesso di soggiorno. In Italia la burocrazia richiede troppi mesi, i calciatori sono emarginati e costretti a saltare anche più di sette giornate. E’ una vera ingiustizia perché lo sport è condivisione. Abbiamo deciso che da domenica, al fischio d’inizio, per un minuto, le squadre si siederanno al centro del campo in segno di protesta. Ci è subito giunto il sostegno dell’A.S.D. Castel Morrone e confidiamo nella collaborazione di tutti gli avversari che man mano incontreremo, con la speranza che alla FIGC arrivi il nostro grido di aiuto e il nostro coro ‘LOVE FOOTBALL, HATE RACISM’”. “Ama il calcio, odia il razzismo” è il messaggio che poche settimane fa ha accompagnato gli RFC Lions durante l’Action Week 2016 – la Settimana europea contro il razzismo – che coinvolge i più importanti club d’Europa. “E’ stato ancor più bello – concludono i leoni casertani -. Abbiamo giocato un’amichevole indimenticabile con la Casertana per ribadire i nostri ideali e mostrare alla nostra città e al mondo intero lo striscione ‘Caserta odia il razzismo’”.
La Buona Scuola. Confronto tra esperti sulle buone pratiche delle relazioni a scuola

Cos’è la buona scuola? Come si insegna e cosa occorre fare in una buona scuola? Ma, soprattutto, una scuola può dirsi veramente buona se “si limita” a trasmettere saperi e nozioni? Queste, in sintesi, le principali riflessioni che martedì pomeriggio, al liceo “Alessandro Manzoni” di Caserta, hanno animato il dibattito tra professori e pedagogisti italiani durante il convegno intitolato “Quando la scuola educa. Buone pratiche per le buone relazioni a scuola”. Promosso dalla Fondazione Mario Diana Onlus, in collaborazione con il CTS Caserta (Centro Territoriale di Supporto ai Centri Territoriali per le Nuove Tecnologie nella Didattica per l’Inclusione) e con il patrocinio della Città di Caserta, l’incontro ha coinvolto oltre 200 partecipanti – tra dirigenti scolastici e docenti – avviando un confronto propositivo tra colleghi che ogni giorno svolgono una meravigliosa, ma allo stesso tempo delicata, missione: educare i giovani alla vita! “La Fondazione Mario Diana, istituita in nome di mio padre, Mario, è la sintesi dell’impegno per la memoria con azioni di carattere sociale – ha dichiarato il presidente della Fondazione, Antonio Diana, introducendo i lavori del convegno -. I suoi moniti hanno sempre orientato le nostre scelte, perché già trent’anni fa mio padre affermava che per essere cittadini responsabili occorre essere uomini formati e consapevoli. Riconoscendo all’istruzione una forza motrice capace di favorire lo sviluppo personale, in un mondo sempre più globalizzato, la formazione e la conoscenza sono le leve per uno sviluppo personale delle giovani generazioni. La Fondazione investe sui giovani e sul loro futuro. E ancora oggi la scuola rimane il luogo privilegiato in cui la persona-studente si educa e “si forma”. La nostra Fondazione non farà mai mancare il proprio supporto a simili iniziative”. Un supporto importante che dà coraggio e alimenta la passione degli insegnanti: “Ci riempie di orgoglio sapere che in un momento così delicato e difficile c’è ancora chi crede nel valore della scuola – ha sottolineato la preside del liceo Manzoni, Adele Vairo –. La nostra è una missione al servizio degli alunni, interagire con loro è il momento più bello delle nostre giornate. Solo attraverso un rapporto umano e sincero potremo ridurre il gap che sempre più spesso allontana i giovani dall’istruzione”. Spunti di riflessione condivisi in pieno dall’Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, Daniela Borrelli, intervenuta al simposio in rappresentanza della Città di Caserta: “Da insegnante ho molto a cuore le problematiche che sta vivendo la nostra scuola, vivo con preoccupazione i dati dell’abbandono scolastico, la mancanza di servizi nei nostri istituti, i problemi di inclusione. Sono convinta che i cambiamenti del nostro tempo ci debbano far riflettere riportando al centro del dibattito il rapporto affettivo con l’alunno. La scuola dell’innovazione – la cosiddetta 4.0 – non deve farci dimenticare il valore del contatto tra esseri umani. Riportiamo al centro dei nostri obiettivi di educatori l’idea di una paideia globale in cui non si smette mai di imparare dal confronto e dalle relazioni. Sono convinta che il libro di Casey Carter rappresenti per noi tutti una guida e un sostegno validi”. Le tematiche scelte dai relatori e gli spunti di riflessione lasciati ai docenti presenti si sono ispirati a “On Purpose”, il libro del ricercatore americano Samuel Casey Carter tradotto e pubblicato in lingua italiana dall’editrice Città Nuova, grazie al contributo della Fondazione Mario Diana. Prima della conclusione è stata video proiettata un’intervista in cui l’autore spiega che il successo di una buona scuola dipende dalla dinamica relazionale che si instaura tra docenti e studenti, in primis, ma anche con personale amministrativo e dirigente. Il suo testo, attraverso la presentazione di 12 scuole eccellenti d’America, delinea i tratti essenziali di una comunità scolastica in grado di proporsi quale vera e principale risorsa formativa nella vita dei giovani. Il convegno si è concluso con l’intervento del Segretario generale della Fondazione Mario Diana, Elpidio Pota, che ha proposto alcune esperienze e testimonianze sulle buone pratiche scolastiche del territorio casertano. Di seguito riportiamo una sintesi degli interventi dei relatori: “I rapporti stessi educano le persone – ha sottolineato Francesco Lo Presti, Ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Parthenope di Napoli -. Il paradosso è la forte cesura esistente tra teoria e pratica. La vera innovazione per una buona scuola è la dinamica con cui il docente si mette in relazione con gli allievi e con i nuovi strumenti tecnologici a sua disposizione. Il dato che continuo a raccogliere è che spesso, terminati gli studi, i docenti sono assaliti da un forte senso di inadeguatezza quando entrano in aula e prendono contatto con gli studenti. Per instaurare una relazione educativa “viva” è necessario lavorare sul passaggio dalla formazione professionale all’inserimento nel contesto lavorativo concreto. Mettersi in discussione è fondamentale per un docente, la via del dubbio dà strade possibili da percorrere per arrivare ai giovani. Solo se siamo disponibili a falsificare le nostre idee possiamo arrivare al cuore e ai bisogni degli alunni”. “Una scuola buona e innovativa deve cercare di trasmettere un insegnamento sostenibile – ha sottolineato Monica Fedeli, Professore Associato in Didattica e Sviluppo organizzativo all’Università degli Studi di Padova -. Le strategie delle didattiche sostenibili sono pensate per far crescere la persona in una dimensione di relazioni continue e profonde. Tutti gli attori scolastici vanno coinvolti e devono essere in grado di far sentire le loro voci. La relazione studente-insegnante è componente fondamentale per l’apprendimento. Una buona didattica riesce a coinvolgere gli studenti come partecipanti attivi in tutte le pratiche di insegnamento e apprendimento”. “Istruire a cosa serve? L’enorme bagaglio di conoscenze che trasmettiamo ai giovani serve davvero? O servono più lo stare insieme, la stima reciproca, riflettere… Senza tutto ciò, da sole, le conoscenze servono? E cosa è una mente ben formata? – ha subito chiesto Michele De Beni, Professore di Pedagogia della persona e della comunità all’Istituto Universitario “Sophia” -. Se è vero che istruire significa trasmettere conoscenza, allora l’istruzione non è riempire un secchio di cose e nozioni ma accendere un fuoco che si propaga. Significa insegnare a pensare con
“AlberThon”: I Disagiati vincono l’Hackathon della Fondazione Mario Diana

Il team I Disagiati vince “AlberThon”. Dopo 24 ore no-stop, la squadra composta dai cinque studenti di Informatica Applicata all’Università Parthenope di Napoli – Vincenzo Santopietro (24 anni), Davide Nardone (27 anni), Gianmaria Perillo (26 anni), Francesco Battistone (27 anni) e Antonio Liguori (29 anni) – ha presentato la sua versione Beta, originale e innovativa, dell’Applicazione AlberThon dedicata all’istruzione universitaria e alla formazione professionale dei giovani talenti. Nonostante alcuni Developers abbiano ceduto abbandonando la competizione alle prime luci dell’alba, i 5 simpaticissimi amici non si sono arresi e hanno resistito fino al time out portando a termine il lavoro con grinta e determinazione, dimostrando una forte attitudine al team working. Capacità tecniche dimostrate e originalità del progetto sono le caratteristiche principali della squadra capitanata da Francesco, che hanno orientato la scelta della Giuria di AlberThon. Una menzione particolare è stata assegnata al Team “DKO” per l’idea originale relativa all’utilizzo dell’Avatar e per la qualità della comunicazione grafica del progetto; e al Team la “Bussola” per lo sviluppo di un’App di supporto allo svolgimento della vita accademica dello studente. Alla scadenza esatta del tempo, alle 11:15 di questa mattina, l’Hackathon è terminato e si è insediata la Commissione di valutazione, così composta: Antonio Diana, presidente della Fondazione Mario Diana Onlus; Rosaria della Valle, responsabile del progetto Prometeo; Giulio Lippi, creative director; Maria Laura Mastellone, docente universitaria; e Fabrizio Lapiello, Intel Software innovator. Dopo la proclamazione del team vincitore, tutti i partecipanti sono stati premiati con un ricordo dell’Hackathon: una statuetta che riproduce la mascotte di AlberThon. Tra 45 giorni – così come previsto dal bando di AlberThon – I Disagiati presenteranno la versione finale, Release, dell’Applicazione sviluppata, ed entro 30 giorni dalla consegna riceveranno il premio in danaro di 10.000,00 euro.