Suor Alessandra Smerilli è prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale

La religiosa, membro onorario della Fondazione, è stata insignita, nel 2020 del premio Mario Diana per i suoi progetti innovativi sulla sostenibilità e sull’economia circolare, rivolti soprattutto ai giovani. La Fondazione Mario Diana ETS esprime le più vive congratulazioni a suor Alessandra Smerilli per la nomina a prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, annunciata il 30 giugno 2026. La religiosa salesiana, economista e docente, assumerà il nuovo incarico dal 1° settembre. La nomina rappresenta un passaggio di grande rilievo per la Chiesa e conferma il riconoscimento del contributo offerto da suor Alessandra sui temi dell’economia civile, della giustizia sociale, dell’inclusione, della cura del creato e della promozione della dignità umana. Nata a Vasto, laureata a Roma Tre, con un dottorato nel Regno Unito e numerose pubblicazioni nel settore economico, suor Alessandra dal 1997 è parte delle Figlie di Maria Ausiliatrice e ha rivestito ruoli di grande rilievo in ambito accademico e all’interno del Vaticano. Per la Fondazione Mario Diana questa notizia ha un significato particolarmente profondo. Suor Alessandra è infatti legata da anni ad alcune attività promosse dalla Fondazione, soprattutto nell’ambito dei percorsi rivolti ai giovani, alla formazione, all’innovazione sociale e alla sostenibilità. La sua presenza è stata una guida preziosa in progetti capaci di offrire alle nuove generazioni esperienze concrete di crescita, responsabilità e apertura al futuro. Nel 2020, nell’ambito del Forum di Time to Dare, la Fondazione Mario Diana ha conferito a suor Alessandra Smerilli il Premio Mario Diana e il titolo di Membro Onorario, riconoscendole la capacità di mettere in rete talenti giovani e adulti, istituzioni, società civile e comunità educative, con uno stile fondato sul dialogo, sulla reciprocità e sulla logica del dono. «Alessandra Smerilli è una donna che non soltanto parla dei giovani e ai giovani, ma concretamente li guida puntando a fare un’esperienza di vita insieme a loro», aveva sottolineato Elpidio Pota, segretario generale della Fondazione Mario Diana, ricordando il suo impegno nell’accompagnare giovani talenti in percorsi internazionali di ricerca e laboratorio sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. La Fondazione Mario Diana rinnova oggi a suor Alessandra la propria gratitudine e le rivolge i più sinceri auguri per questo nuovo servizio, certa che continuerà a offrire alla Chiesa e alla società una testimonianza luminosa di competenza, visione, responsabilità e cura del bene comune.

Le mille domande aperte sull’Intelligenza Artificiale

Il primo rapporto scientifico globale e indipendente sull’intelligenza artificiale, presentato mercoledì dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rischia di aggravare le disuguaglianze globali e la finestra per un intervento della governance internazionale si sta chiudendo rapidamente, proprio per l’enorme capacità dell’IA di portare a termine compiti complessi con un minimo coinvolgimento umano. La Fondazione Mario Diana, venerdì 19 giugno, al Belvedere di San Leucio, ha offerto agli oltre mille intervenuti una storia teatrale per accrescere la consapevolezza dei progressi e dei rischi legati a questa potente tecnologia che ha ingenerato una vera e propria rivoluzione in ambito lavorativo, scientifico, sociale e anche umano. La scelta di Tea, scritto da Filippo Gentili e interpretato con grande intensità da Giorgio Marchesi e Ludovica Martino, è stato uno spettacolo che ha affrontato con coraggio e delicatezza una delle questioni più urgenti del nostro tempo: cosa significa essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale? Cosa lasciamo ai nostri figli? Cosa scelgono loro di raccogliere? Sul palco, un padre ingegnere convinto che il futuro si costruisca con i numeri, e una figlia filosofa convinta che i numeri da soli non bastino. Nessuno dei due ha torto. Ed è proprio in questo spazio — tra la ragione e l’emozione, tra il progresso e la coscienza — che lo spettacolo ha trovato il suo respiro più autentico. A fine serata, il dialogo con la professoressa Tatiana Tommasi, una dei massimi esperti italiani di robotica e IA, ha trasformato il Belvedere in qualcosa di raro: un luogo di pensiero collettivo. Le domande che sono emerse dal pubblico — e in particolare dai più giovani, vivaci, curiosi, tutt’altro che spaventati — non erano domande di resistenza alla tecnologia. Erano domande di orientamento. Come funziona davvero? Come si usa bene? Chi decide i confini? Chi ci insegna a non subirla? È emerso con chiarezza un desiderio di formazione, non di fuga. E qui tutte le generazioni si sono ritrovate: nessuna vuole essere né serva né nemica di uno strumento potente, ma tutte vogliono capirlo, governarlo, usarlo con consapevolezza. Quelle domande appartengono a tutti. Chiedono guida, etica, direzione. Chiedono che le istituzioni politiche e culturali, le scuole, le famiglie, il mondo dell’impresa non si tirino fuori dal dibattito, lasciando le comunità sole davanti a qualcosa che cambia il mondo più velocemente di quanto riusciamo a raccontarlo. Non servono apocalittici né tecno-ottimisti di maniera. Serve educazione, pensiero critico, etica, luoghi in cui imparare a usare l’intelligenza artificiale senza consegnarle ciò che ci rende persone: la libertà, la coscienza, la responsabilità, la cura delle relazioni. Servono istituzioni in grado di comprenderla, spiegarla e regolamentarla proprio come auspicano le Nazioni Unite. La Fondazione Mario Diana continuerà a fare la sua parte anche su questo fronte.

Al Belvedere di San Leucio va in scena “La scelta di Tea”

La Fondazione Diana sceglie di raccontare una storia di futuro e di memoria per ricordare l’impreditore che ispira la sua azione e i suoi progetti. Sul palco gli attori Giorgio Marchesi e Ludovica Martino si confrontano con le sfide dell’IA Sul palco, un padre e una figlia: due generazioni chiamate a confrontarsi con una tecnologia capace di entrare nelle relazioni più intime, di interrogare i ricordi e di rimettere in discussione le scelte che definiscono la nostra identità. Una storia contemporanea e universale, che esplora il confine sottile tra ciò che siamo e ciò che le macchine possono simulare.Lo spettacolo è interpretato da Giorgio Marchesi e Ludovica Martino, due tra i volti più noti del panorama televisivo e teatrale italiano. Ad arricchire la serata sarà la presenza di Tatiana Tommasi, professoressa associata al Politecnico di Torino e ricercatrice di fama internazionale nel campo dell’intelligenza artificiale e della computer vision: il suo contributo trasformerà la performance in un dialogo aperto tra teatro, scienza e pubblico.Lo spettacolo è scritto da Filippo Gentili, diretto da Ferdinando Ceriani e prodotto da Planetaria, la content factory che unisce scienza, arte e media per raccontare le grandi sfide del nostro tempo.Il senso di una scelta«La scelta di Tea nasce dalla convinzione che nella nostra epoca tecnologica, piena di risposte artificiali, non dobbiamo mai rinunciare a interrogarci e pensare», spiega l’autore Filippo Gentili. «È l’unico modo per tutelare la nostra libertà e i nostri affetti».Una riflessione che si intreccia con i valori che animano ogni edizione del Mario Diana Day. «Ogni anno questo appuntamento è un’occasione per trasformare la memoria in un gesto concreto di cittadinanza e di futuro», afferma Antonio Diana, presidente della Fondazione. «La scelta di Tea ci indica una strada da percorrere: quella della responsabilità, del bene comune e della cura delle relazioni». Informazioni praticheL’evento è inserito nel programma di Un’Estate al Belvedere 2026 e si svolge nell’ambito della commemorazione dedicata a Mario Diana, imprenditore casertano e vittima innocente della criminalità organizzata.📅 Data: 19 giugno 2026🕗 Orario: ore 20.30📍 Luogo: Belvedere di San Leucio🎟 Ingresso: gratuito, previa registrazione👉 Registrati su www.fondazionediana.com  

Più sostenibilità, più rete: la Fondazione Mario Diana nel Comitato editoriale di Vita

Economia circolare, tutela ambientale, comunità: le tre parole chiave di una nuova tappa. Dal 1° maggio è ufficiale: la Fondazione Mario Diana è parte del Comitato editoriale di Vita, la testata italiana, che da oltre trent’anni, è un riferimento dell’innovazione sociale, dell’attivismo civico e del Terzo settore. L’ ingresso che non è soltanto un riconoscimento istituzionale, ma il segnale concreto di una nuova fase per la Fondazione: più focalizzata, più attiva, più radicata nell’impegno civico, sociale e ambientale. La piattaforma editoriale di Vita racconta storie, istituisce campagne e interpella imprese, politica e istituzioni per promuovere il bene comune all’insegna del pluralismo, dell’indipendenza e dell’ascolto dei territori. Per la Fondazione Mario Diana, è un laboratorio privilegiato: un luogo in cui le organizzazioni del Terzo settore non si limitano a essere presenti, ma contribuiscono attivamente alla costruzione dell’agenda culturale e civile del Paese. La scelta non è casuale nel timing. Il 1° maggio, giornata internazionale dei lavoratori, Vita ha lanciato il Manifesto del lavoro sociale e vi abbiamo aderito con convinzione, poichè il lavoro di cura, educativo e sociale è l’infrastruttura invisibile che tiene in piedi le nostre comunità, e merita finalmente il riconoscimento — economico, civile e narrativo — che ancora gli manca. Questa adesione inaugura anche una nuova stagione per la Fondazione, che orienta la propria azione con maggiore determinazione verso economia circolare, sostenibilità e tutela ambientale. Temi sempre più centrali nel dibattito pubblico e strettamente intrecciati con la coesione sociale: perché non c’è giustizia ambientale senza giustizia sociale, e non c’è transizione ecologica senza comunità forti e capaci di partecipazione attiva. Entrare nella rete di Vita significa anche ampliare il perimetro delle partnership. Le oltre 75 organizzazioni del Comitato editoriale rappresentano un ecosistema ricco e diversificato, con cui la Fondazione intende costruire collaborazioni.

Domenico e i suoi chiodi: al Villaggio per la Terra tutto comincia da un gesto

La Fondazione Mario Diana al Villaggio per la Terra di Villa Borghese: educazione ambientale, economia circolare e la lezione inaspettata di un bambino di cinque anni. C’è un momento che vale più di mille convegni. Domenico ha cinque anni, poco più di un metro di altezza e occhi che non perdono nulla. Ha trascorso il pomeriggio del 19 aprile scorso, al Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma, tra le teche del Museo del Danno, un progetto sostenuto dalla Fondazione Mario Diana che trasforma i rifiuti spiaggiati in installazioni artistiche. Esposti dietro i vetri ci sono pupazzi Disney, Barbie, Minions, orsi di peluche che, dopo giorni in mare, si riempiono di sabbia e diventano impossibili da sollevare. Domenico ha scoperto che le sorprese di plastica delle uova di cioccolato, se finiscono in mare, possono essere inghiottite da un pesce e ucciderlo. Ha imparato che certi materiali impiegano tra i 450 e i 500 anni per dissolversi. A fine giornata, poi, si è presentato allo stand della Fondazione con una dozzina di chiodi raccolti nei viali del parco. Li ha consegnati con solennità. Era il suo contributo a rendere il pianeta migliore, a partire dai prati e dai sentieri che aveva percorso quel pomeriggio. È difficile immaginare un manifesto più potente di così. La Fondazione al Villaggio per la TerraLa 56ª edizione del Villaggio per la Terra — l’evento promosso ogni anno in occasione della Giornata della Terra — aveva quest’anno un tema tanto semplice quanto sfidante: “Tutto comincia da un sogno”. La Fondazione Mario Diana ha partecipato con uno stand dedicato all’educazione ambientale e all’economia circolare, presentando anche i progetti di riciclo per le scuole elaborati da Corepla e CIAL. Insegnanti, famiglie, bambini: lo spazio ha accolto decine di visitatori curiosi di conoscere i programmi di educazione ambientale e di riciclo attivi sul territorio. Vatican News e il gruppo editoriale Città Nuova hanno voluto approfondire il lavoro della Fondazione e, soprattutto, la sua visione sulla sostenibilità e sull’economia circolare: temi particolarmente urgenti e attuali. Il sogno di Mario Diana, ancora vivoDurante le interviste, Ilaria e Maria Antonietta Diana, nipoti dell’imprenditore Mario Diana a cui la Fondazione è dedicata, hanno ricordato con chiarezza la posta in gioco: «Il riciclo e la salvaguardia dell’ambiente rappresentano il presente e il futuro non solo delle attività imprenditoriali, ma della nostra casa comune». Parole che risuonano ancora più forti se si pensa a quando furono pronunciate per la prima volta — non oggi, ma negli anni Settanta, in terra casertana — da un imprenditore che aveva intuito con decenni di anticipo che l’economia circolare non era una moda, ma un destino. Un sogno, appunto, che la Fondazione continua ad alimentare attraverso i suoi programmi, proprio per trasformare la consapevolezza in azione e l’azione in comunità. Perché i sogni, da soli, non bastano. Ma i sogni che diventano gesti — anche piccoli, anche quotidiani, come quelli di Domenico — cambiano davvero le cose.

Giffoni Film Festival 2025: Fondazione Mario Diana e D&D Holding protagoniste tra cinema, arte, educazione e sostenibilità

Dal 17 al 26 luglio, in occasione della 55ª edizione del Giffoni Film Festival – Becoming Human, la Fondazione Mario Diana ETS, insieme a D&D Holding, è stata in prima linea con una serie di iniziative culturali, educative e artistiche, capaci di coinvolgere centinaia di giovani, famiglie e stakeholder del mondo della sostenibilità. Educazione ambientale e dialogo tra generazioni Nel programma Giffoni Next Generation e nello spazio dedicato alle famiglie Parental Experience, la Fondazione – in collaborazione con CONAI, Legambiente e D&D Holding – ha promosso il talk “Genitori green per un futuro migliore. Un dialogo aperto tra famiglie, imprese e ambiente”. Un confronto autentico e stimolante che ha visto protagonisti: Antonio Diana, Presidente della Fondazione Mario Diana ETS e di D&D Holding Fabio Costarella, Vice Direttore CONAI Maria Teresa Imparato, Presidente Legambiente Campania Rosaria Della Valle, Consigliere della Fondazione Mario Diana Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del progetto educativo “Seguimi”, promosso dalla Fondazione e attivo da oltre tre anni: 500 studenti e docenti coinvolti Oltre 248.000 cittadini raggiunti Un progetto che mette al centro l’educazione ambientale come strumento per costruire una cittadinanza attiva e responsabile, a partire dai più giovani, con il contributo decisivo di famiglie, scuola, istituzioni e imprese. Valorizzare l’identità culturale: il restauro del murale di Gary Baseman Tra le iniziative speciali, è stato presentato anche il progetto di restauro conservativo dell’iconico murale di Gary Baseman, realizzato nel 2016 all’ingresso della Cittadella del Cinema. Un’opera diventata negli anni simbolo visivo e valoriale del Festival. L’iniziativa, promossa da D&D Holding e Fondazione Mario Diana ETS, si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dei luoghi simbolo. I lavori, al via da settembre, saranno guidati dalla restauratrice Flora Pellegrino, con l’obiettivo di restituire all’opera iconica il suo originale splendore. Un impegno che guarda al futuro Al Giffoni Film Festival, la Fondazione Mario Diana rinnova la sua missione: costruire ponti tra persone, comunità e territori, per educare le nuove generazioni a essere protagoniste di un futuro più consapevole, giusto e sostenibile. Guarda il servizio di Studio Aperto del 29 luglio 2025