“Il Colloquio”: dal confronto tra bene e male emerge l’importanza della vita

“Ogni uomo porta con sé un passato di prove e dolori. Nonostante gli errori, prima o poi arriva il momento di tracciare un bilancio e fare i conti con il bene e il male commessi durante la propria vita. Ed è in quell’attimo di riflessione interiore che si arriva alla verità: solo chi potrà dire di aver vissuto per la giustizia – anche a costo della vita stessa – si sentirà un uomo libero”. E’ il messaggio – diretto e profondo – trasmesso agli spettatori da “Il Colloquio”, l’opera teatrale scritta e interpretata dal regista e attore casertano Pierluigi Tortora, con l’amico Peppe Romano, che venerdì è stata presentata agli studenti dell’Istituto tecnico commerciale “Terra di Lavoro” di Caserta, sul palcoscenico de La Bottega del Teatro, in via Volturno. Attraverso un colloquio tra il collaboratore di giustizia Antonio Sillato e il magistrato Giuseppe De Siena – nomi di fantasia – l’opera presenta una retrospettiva di due vite che hanno preso strade completamente opposte ma sono partite da fragilità comuni, ed ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico, soprattutto i più giovani, a comprendere che nella vita occorre inseguire i propri ideali nel rispetto della propria coscienza e della legalità, senza mai scendere a compromessi, neanche quando promettono guadagni e successi facili. In linea con il senso e il valore dell’opera, riconoscendo al teatro la forza di arrivare al cuore dei giovani per aiutarli a distinguere tra bene e male, la Fondazione Mario Diana ha deciso di sostenere la rappresentazione de “Il Colloquio” per le classi quarte e quinte degli Istituti Superiori di secondo grado della provincia di Caserta. “Ho scritto il testo pensando che il bene tra le persone sia ancora l’unica via possibile per un mondo migliore – racconta Pierluigi Tortora -. E’ uno spettacolo importante e difficile, perché ricorda al pubblico che la vita è un dono meraviglioso da coltivare e proteggere. Non posso che ringraziare la Fondazione Mario Diana per averci dato la possibilità di presentarlo partendo proprio dai giovani. Attraverso il dialogo tra due personaggi l’opera parla di noi stessi, di quello che eravamo e che siamo diventati ma anche di ciò che mai avremmo voluto essere. Non intendo giustificare il boss – ha aggiunto il regista -. Il suo pentimento vuole sottolineare che non è mai troppo tardi e che fino alla fine dobbiamo inseguire la verità, nel rispetto della vita e dell’altro. Piccolo o grande che sia basta un gesto per innescare il cambiamento. Il testo non descrive luoghi, nomi o fatti certi, è di fantasia. Una fantasia che volutamente ho legato alla realtà perché sono convinto che i fenomeni malavitosi e lo sversamento illegale dei rifiuti non sono esclusiva della nostra terra ma riguardano l’intero Paese. Spero solo che lo spettacolo aiuti a capire che vivere nella giustizia significa vivere nella gioia dell’esistenza”. Clicca QUI per scoprire la sinossi dell’opera teatrale
Ecco gli assegnatari del WORLD_Philadelphia 2017

PROMETEO WORLD_Philadelphia 2017 Ecco i partecipanti alla Summer School americana David Harrison Ferrell, Rosa Correra, Serena Cotic, Roberta Sferrazzo ed Eugenio Scacchetti sono gli assegnatari del “WORLD PHILADELPHIA 2017”; il Bando di selezione promosso dalla Fondazione Mario Diana nell’ambito del progetto PROMETEO per l’assegnazione di cinque borse di studio a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. La prossima estate – tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017 – David, Rosa, Serena, Roberta ed Eugenio voleranno alla volta degli Stati Uniti d’America per partecipare alla I edizione della Summer School World nel Centro di Ricerca Sbarro Health Research Organization di Philadelphia (USA). Tre settimane di studio, ricerca e progettazione durante le quali i cinque assegnatari delle borse potranno accrescere le loro soft skill mettendo alla prova il loro talento, per lavorare in gruppo alla realizzazione di un prototipo di gioco virtuale teso a sensibilizzare i cittadini sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. La selezione si è svolta ieri alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma – Partner della Fondazione Mario Diana, che si occuperà di fornire il supporto tecnico-scientifico e l’organizzazione dell’esperienza di studio americana. La scelta non è stata facile per la Commissione, composta dal Segretario Generale e dal Direttore Operativo della Fondazione – Elpidio Pota e Rosaria della Valle – e dalla nota Economista Suor Alessandra Smerilli, Docente alla Pontificia Facoltà “Auxilium”. Su 16 iscritti 11 ragazzi hanno partecipato alla selezione dimostrando subito un’ottima conoscenza della lingua inglese e desiderio di mettersi alla prova con determinazione. Alla fine hanno prevalso l’aderenza degli studi svolti dai partecipanti al tema del Bando, la propensione al lavoro di gruppo, il forte spirito di collaborazione e le grandi capacità relazionali dei cinque assegnatari. “Siamo ancora increduli – hanno commentato i vincitori subito dopo la proclamazione -. Non possiamo che ringraziare la Fondazione Mario Diana e Suor Alessandra per aver creduto in noi e per offrirci questa opportunità irripetibile. Non deluderemo le vostre aspettative ma lavoreremo con impegno e tenacia. Siamo prontissimi!”. *** Bando di selezione per l’individuazione di 5 giovani partecipanti alla SUMMER SCHOOL DI PHILADELPHIA – USA. La Fondazione Mario Diana, nell’ambito del progetto PROMETEO, promuove la prima edizione della Summer School World, della durata di 3 settimane, che si svolgerà tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017, nel Centro di Ricerca S.H.R.O. – Sbarro Health Research Organization – di Philadelphia, negli Stati Uniti d’America. A tale scopo, la Fondazione pubblica un bando di selezione per l’assegnazione di 5 borse di studio destinate a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, in possesso di laurea vecchio ordinamento oppure laurea specialistica o triennale secondo il nuovo ordinamento oppure diploma di scuola secondaria di II° grado, compresi i diplomandi dell’anno scolastico 2016/2017. I partecipanti avranno occasione di vivere un’esperienza di scambio nel campo della ricerca applicata e dell’innovazione, sul tema della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, e potranno acquisire competenze trasversali, nell’ottica del life-long learning, ed esprimere le loro abilità per realizzare un prototipo di gioco virtuale. Per candidarsi è necessario compilare il modulo di partecipazione di seguito allegato, che deve essere spedito via email all’indirizzo prometeo@fondazionediana.it entro il 25 febbraio 2017, secondo le modalità espresse nel bando. Clicca QUI per consultare e scaricare il Bando di selezione Clicca QUI per scaricare e compilare il Modulo di partecipazione
MEMORIA&FUTURO: liberi di essere liberi!

“Le cose cambiano se lotti per cambiarle. Nessuno deve rimuovere la verità di ciò che è stato”. E’ la lezione di vita più bella – ma anche la più importante – che gli studenti della VD del liceo “Pietro Giannone” di Caserta hanno appreso durante un progetto di “Istruzione alla Legalità” che li ha portati fino a Casal di Principe, per scoprire la rinascita dei luoghi confiscati alla camorra e dedicati al ricordo delle vittime innocenti. Riconoscendo alla cultura il potere di aprire le menti e stravolgere il cuore dei giovani– per renderli liberi di compiere scelte mature distinguendo tra bene e male – la Fondazione Mario Diana ha deciso di collaborare con l’Istituto casertano sostenendo la realizzazione di un video che sintetizza gli obiettivi e le attività progettuali, e dà voce alle emozioni vissute dagli studenti. “Non possiamo che ringraziare la Fondazione Mario Diana – ha sottolineato Grazia Falco, l’insegnante che ha guidato gli alunni durante il laboratorio e le visite -. E’ stato un viaggio ricco di scoperte ed emozioni, che ha permesso ai ragazzi di crescere e toccare con mano il valore di una presenza attiva e fattiva sul territorio di appartenenza. Si sono messi alla prova per esternare e condividere la lezione appresa. Non dimenticheranno mai il momento in cui hanno letto i nomi e le storie delle vittime innocenti della camorra”. “Siamo stati in un luogo che oggi trasmette un senso di giustizia e libertà – raccontano gli studenti -, abbiamo visto 116 volti di chi non c’è più, abbiamo provato la rabbia e il dolore di chi è sopravvissuto ma abbiamo colto anche la saggezza di chi ha intuito prima cosa fosse il male e ha scelto il bene. Questa esperienza ci ha trasmesso anche tanta tristezza e la paura di poter essere uno di loro, ma soprattutto il desiderio di avere il loro coraggio. Le cose cambiano se lotti per cambiarle! Continueremo a parlarne affinché il nostro sia sempre un grande NO!”.
La Buona Scuola. Confronto tra esperti sulle buone pratiche delle relazioni a scuola

Cos’è la buona scuola? Come si insegna e cosa occorre fare in una buona scuola? Ma, soprattutto, una scuola può dirsi veramente buona se “si limita” a trasmettere saperi e nozioni? Queste, in sintesi, le principali riflessioni che martedì pomeriggio, al liceo “Alessandro Manzoni” di Caserta, hanno animato il dibattito tra professori e pedagogisti italiani durante il convegno intitolato “Quando la scuola educa. Buone pratiche per le buone relazioni a scuola”. Promosso dalla Fondazione Mario Diana Onlus, in collaborazione con il CTS Caserta (Centro Territoriale di Supporto ai Centri Territoriali per le Nuove Tecnologie nella Didattica per l’Inclusione) e con il patrocinio della Città di Caserta, l’incontro ha coinvolto oltre 200 partecipanti – tra dirigenti scolastici e docenti – avviando un confronto propositivo tra colleghi che ogni giorno svolgono una meravigliosa, ma allo stesso tempo delicata, missione: educare i giovani alla vita! “La Fondazione Mario Diana, istituita in nome di mio padre, Mario, è la sintesi dell’impegno per la memoria con azioni di carattere sociale – ha dichiarato il presidente della Fondazione, Antonio Diana, introducendo i lavori del convegno -. I suoi moniti hanno sempre orientato le nostre scelte, perché già trent’anni fa mio padre affermava che per essere cittadini responsabili occorre essere uomini formati e consapevoli. Riconoscendo all’istruzione una forza motrice capace di favorire lo sviluppo personale, in un mondo sempre più globalizzato, la formazione e la conoscenza sono le leve per uno sviluppo personale delle giovani generazioni. La Fondazione investe sui giovani e sul loro futuro. E ancora oggi la scuola rimane il luogo privilegiato in cui la persona-studente si educa e “si forma”. La nostra Fondazione non farà mai mancare il proprio supporto a simili iniziative”. Un supporto importante che dà coraggio e alimenta la passione degli insegnanti: “Ci riempie di orgoglio sapere che in un momento così delicato e difficile c’è ancora chi crede nel valore della scuola – ha sottolineato la preside del liceo Manzoni, Adele Vairo –. La nostra è una missione al servizio degli alunni, interagire con loro è il momento più bello delle nostre giornate. Solo attraverso un rapporto umano e sincero potremo ridurre il gap che sempre più spesso allontana i giovani dall’istruzione”. Spunti di riflessione condivisi in pieno dall’Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, Daniela Borrelli, intervenuta al simposio in rappresentanza della Città di Caserta: “Da insegnante ho molto a cuore le problematiche che sta vivendo la nostra scuola, vivo con preoccupazione i dati dell’abbandono scolastico, la mancanza di servizi nei nostri istituti, i problemi di inclusione. Sono convinta che i cambiamenti del nostro tempo ci debbano far riflettere riportando al centro del dibattito il rapporto affettivo con l’alunno. La scuola dell’innovazione – la cosiddetta 4.0 – non deve farci dimenticare il valore del contatto tra esseri umani. Riportiamo al centro dei nostri obiettivi di educatori l’idea di una paideia globale in cui non si smette mai di imparare dal confronto e dalle relazioni. Sono convinta che il libro di Casey Carter rappresenti per noi tutti una guida e un sostegno validi”. Le tematiche scelte dai relatori e gli spunti di riflessione lasciati ai docenti presenti si sono ispirati a “On Purpose”, il libro del ricercatore americano Samuel Casey Carter tradotto e pubblicato in lingua italiana dall’editrice Città Nuova, grazie al contributo della Fondazione Mario Diana. Prima della conclusione è stata video proiettata un’intervista in cui l’autore spiega che il successo di una buona scuola dipende dalla dinamica relazionale che si instaura tra docenti e studenti, in primis, ma anche con personale amministrativo e dirigente. Il suo testo, attraverso la presentazione di 12 scuole eccellenti d’America, delinea i tratti essenziali di una comunità scolastica in grado di proporsi quale vera e principale risorsa formativa nella vita dei giovani. Il convegno si è concluso con l’intervento del Segretario generale della Fondazione Mario Diana, Elpidio Pota, che ha proposto alcune esperienze e testimonianze sulle buone pratiche scolastiche del territorio casertano. Di seguito riportiamo una sintesi degli interventi dei relatori: “I rapporti stessi educano le persone – ha sottolineato Francesco Lo Presti, Ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Parthenope di Napoli -. Il paradosso è la forte cesura esistente tra teoria e pratica. La vera innovazione per una buona scuola è la dinamica con cui il docente si mette in relazione con gli allievi e con i nuovi strumenti tecnologici a sua disposizione. Il dato che continuo a raccogliere è che spesso, terminati gli studi, i docenti sono assaliti da un forte senso di inadeguatezza quando entrano in aula e prendono contatto con gli studenti. Per instaurare una relazione educativa “viva” è necessario lavorare sul passaggio dalla formazione professionale all’inserimento nel contesto lavorativo concreto. Mettersi in discussione è fondamentale per un docente, la via del dubbio dà strade possibili da percorrere per arrivare ai giovani. Solo se siamo disponibili a falsificare le nostre idee possiamo arrivare al cuore e ai bisogni degli alunni”. “Una scuola buona e innovativa deve cercare di trasmettere un insegnamento sostenibile – ha sottolineato Monica Fedeli, Professore Associato in Didattica e Sviluppo organizzativo all’Università degli Studi di Padova -. Le strategie delle didattiche sostenibili sono pensate per far crescere la persona in una dimensione di relazioni continue e profonde. Tutti gli attori scolastici vanno coinvolti e devono essere in grado di far sentire le loro voci. La relazione studente-insegnante è componente fondamentale per l’apprendimento. Una buona didattica riesce a coinvolgere gli studenti come partecipanti attivi in tutte le pratiche di insegnamento e apprendimento”. “Istruire a cosa serve? L’enorme bagaglio di conoscenze che trasmettiamo ai giovani serve davvero? O servono più lo stare insieme, la stima reciproca, riflettere… Senza tutto ciò, da sole, le conoscenze servono? E cosa è una mente ben formata? – ha subito chiesto Michele De Beni, Professore di Pedagogia della persona e della comunità all’Istituto Universitario “Sophia” -. Se è vero che istruire significa trasmettere conoscenza, allora l’istruzione non è riempire un secchio di cose e nozioni ma accendere un fuoco che si propaga. Significa insegnare a pensare con
“AlberThon”: I Disagiati vincono l’Hackathon della Fondazione Mario Diana

Il team I Disagiati vince “AlberThon”. Dopo 24 ore no-stop, la squadra composta dai cinque studenti di Informatica Applicata all’Università Parthenope di Napoli – Vincenzo Santopietro (24 anni), Davide Nardone (27 anni), Gianmaria Perillo (26 anni), Francesco Battistone (27 anni) e Antonio Liguori (29 anni) – ha presentato la sua versione Beta, originale e innovativa, dell’Applicazione AlberThon dedicata all’istruzione universitaria e alla formazione professionale dei giovani talenti. Nonostante alcuni Developers abbiano ceduto abbandonando la competizione alle prime luci dell’alba, i 5 simpaticissimi amici non si sono arresi e hanno resistito fino al time out portando a termine il lavoro con grinta e determinazione, dimostrando una forte attitudine al team working. Capacità tecniche dimostrate e originalità del progetto sono le caratteristiche principali della squadra capitanata da Francesco, che hanno orientato la scelta della Giuria di AlberThon. Una menzione particolare è stata assegnata al Team “DKO” per l’idea originale relativa all’utilizzo dell’Avatar e per la qualità della comunicazione grafica del progetto; e al Team la “Bussola” per lo sviluppo di un’App di supporto allo svolgimento della vita accademica dello studente. Alla scadenza esatta del tempo, alle 11:15 di questa mattina, l’Hackathon è terminato e si è insediata la Commissione di valutazione, così composta: Antonio Diana, presidente della Fondazione Mario Diana Onlus; Rosaria della Valle, responsabile del progetto Prometeo; Giulio Lippi, creative director; Maria Laura Mastellone, docente universitaria; e Fabrizio Lapiello, Intel Software innovator. Dopo la proclamazione del team vincitore, tutti i partecipanti sono stati premiati con un ricordo dell’Hackathon: una statuetta che riproduce la mascotte di AlberThon. Tra 45 giorni – così come previsto dal bando di AlberThon – I Disagiati presenteranno la versione finale, Release, dell’Applicazione sviluppata, ed entro 30 giorni dalla consegna riceveranno il premio in danaro di 10.000,00 euro.
“AlberThon”: a Caserta un’invasione di Developers per l’Hackathon della Fondazione Mario Diana

Ha preso il via questa mattina “AlberThon”, la maratona informatica promossa dalla Fondazione Mario Diana Onlus con il supporto del partner tecnico 012factory. Da questa mattina 30 giovani – tra designer, programmatori e sviluppatori software – stanno lavorando suddivisi in squadre alla creazione di un’Applicazione informatica sui temi dell’istruzione universitaria e della formazione professionale dei giovani talenti. L’App vincitrice sarà aperta a tutti i giovani studenti universitari e sarà di supporto per la gestione e lo sviluppo del progetto PROMETEO: uno strumento per accompagnare giovani studenti nel loro iter formativo e professionale, promuovendo percorsi innovativi di consolidamento del legame tra il mondo accademico e quello del lavoro. Sei, finora, le squadre a lavoro ma fino al time out sarà possibile intervenire per partecipare: “I Disagiati”, composta da Vincenzo, Davide, Gianmaria, Francesco e Antonio, 5 amici dell’Università Parthenope di Napoli; “DKO”, formata dall’italo brasiliana Giovanna e dai campani Alessio, Sabato, Claudio e Alessia; “Bussola”, con il cubano Rainel Dilou e i campani Mario, Dario, Cristian e Nicola; “I Sellies”, composta dai 3 amici napoletani Davide, Antonio e Giovanna; “Overflow crew” con i campani Mario, Gloria, Emanuel e Flavia; e il team “Keewe”, composto da Michele, Danilo e Mirko che collaborano con una società di software australiana. Prima dello start dell’Hackathon, è stato il presidente della Fondazione Mario Diana, Antonio Diana, a dare il benvenuto ai Developers di AlberThon spiegando le finalità dell’App richiesta e gli sviluppi futuri del progetto PROMETEO. “Solo un grande impegno, accompagnato da curiosità e conoscenza approfondita, permetterà ai giovani di realizzare i loro sogni – ha concluso Antonio Diana –. Non smettere mai di interessarsi al mondo, vivere con entusiasmo sono gli ingredienti per essere adulti responsabili. In bocca al lupo a voi tutti, vinca il migliore!”. La competizione informatica terminerà domattina alle 11:15, a 24 ore esatte dal via. Solo allora la Commissione tecnica potrà riunirsi per valutare i prototipi presentati e decretare il team vincitore.