InvisibLe hands, le mani invisibili della solidarietà made in New York

Tutto è cominciato da un post su Facebook: “Ciao! C’è un modo per un venticinquenne di offrirsi volontario per consegnare generi alimentari agli anziani della città? Grazie!” Simone Pelicano era appena uscito da un negozio di generi alimentari di New York e aveva incontrato vari anziani impauriti dal fare spese, mentre fuori il Covid mieteva vittime senza tregua tra loro amici e conoscenti. A quel post risponde Liam e poi Healy e Mimi. Agli inizi di marzo erano 4, in poco più di una settimana hanno superato i 5.000 volontari e raccolto 20.000 dollari in donazioni per portare la spesa e farmaci di prima necessità a casa di anziani e persone con disabilità o dalla salute fragile, prede indifese davanti alla belva del Coronavirus.

Invisible hands – Mani Invisibili è nata così, con un sito web per raccogliere le richieste di migliaia di volontari pronti a depositare sotto casa, assieme al pacchetto della spesa anche bigliettini o strette di mano a distanza per compensare l’isolamento forzato. E sempre questi volontari hanno tradotto volantini in 12 lingue e diffuso il modello delle mani invisibili in New Jersey, California, Pennsylvania ma anche Malesia, Kenia, Messico. Per ricevere una chiamata dai volontari di Invisible Hands bisogna compilare un formulario sul sito web dell’associazione e dopo, durante la telefonata, si possono fare le richieste delle provviste specificando il metodo di pagamento. La persona in necessità può chiamare il negozio di fiducia e richiedere la spesa pagando con la carta di credito, oppure può dettare il necessario al volontario e anticipare il contante o pagare a consegna: in ogni busta c’è lo scontrino. Quando il volontario arriva alla porta suona il campanello e deposita la spesa, dando tempo al richiedente di arrivare e prelevare la consegna. L’associazione sta inoltre aiutando tanti commercianti e negozi locali, soprattutto di afroamericani, che in questo modo non soccombono alla crisi economica generata dalla pandemia.

“Abbiamo inviato messaggi di testo e email a molte delle persone a cui ho consegnato le spese” raccontano Simone e Liam che annoverano tra i loro nuovi amici una ex burattinaia che ha accolto Liam con il cartello: Grazie a Invisible Hands”, retto proprio dalle braccia di un burattino. E poi c’è quell’ultra settantenne che avrebbe trascorso il compleanno in isolamento ma poi è bastato il biglietto d’auguri a nome dell’associazione per fargli esclamare: “E’ un sogno bellissimo, mi avete fatto versare lacrime di gratitudine e felicità”. Le mani di questa spesa restano invisibili perché coperte da guanti, ma trovare amici attraverso un sito web e i suoi volontari è un segno più che visibile della forza del conforto. Diventa anche tu un volontario di Invisible Hands su: invisiblehandsdeliver.org