SEGUIMI: un pacchetto di proposte di azioni green per essere cittadini e città eco-friendly

6 proposte di azioni a favore di Cittadini e Amministrazioni e 9 interventi per la Scuola di ogni ordine e grado. Intraprendere percorsi di cittadinanza attiva, promuovere comportamenti eco sostenibili, educare al rispetto delle regole e dell’ambiente e alla valorizzazione dei beni pubblici, per raccogliere la sfida della crescita sostenibile. Seguimi è il format educativo della Fondazione Mario Diana, che coinvolge una piccola o grande comunità per quattro settimane. Due le linee di intervento tracciate: per i Cittadini, intesi come comunità con diritti e doveri; per le Scuole di ogni ordine e grado, canale privilegiato per educare le future generazioni e arrivare alle famiglie. Il progetto prenderà il via nei prossimi mesi e si svilupperà attraverso una serie di azioni combinate che i partecipanti potranno scegliere per costruire il pacchetto formativo a loro più adatto: ogni attività li renderà attori e protagonisti di nuovi stili di vita. Oggi più che mai è necessario che tutti i cittadini – adulti e bambini – concorrano alla realizzazione di buone pratiche quotidiane tese ad accelerare il passaggio dall’economia lineare – in cui oggetti e risorse si gettano via dopo il primo utilizzo – a un’economia circolare in cui non esistono rifiuti ma si cerca di riutilizzare, aggiustare, riciclare e trasformare i prodotti per dar vita a nuove risorse. Il ruolo della raccolta differenziata dei rifiuti sarà il punto di partenza per sensibilizzare l’intera comunità affinché si impegni per tutelare e preservare la “Casa Comune”. Clicca QUI per scoprire le Azioni e gli Interventi in programma
Ecco gli assegnatari del WORLD_Philadelphia 2017

PROMETEO WORLD_Philadelphia 2017 Ecco i partecipanti alla Summer School americana David Harrison Ferrell, Rosa Correra, Serena Cotic, Roberta Sferrazzo ed Eugenio Scacchetti sono gli assegnatari del “WORLD PHILADELPHIA 2017”; il Bando di selezione promosso dalla Fondazione Mario Diana nell’ambito del progetto PROMETEO per l’assegnazione di cinque borse di studio a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. La prossima estate – tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017 – David, Rosa, Serena, Roberta ed Eugenio voleranno alla volta degli Stati Uniti d’America per partecipare alla I edizione della Summer School World nel Centro di Ricerca Sbarro Health Research Organization di Philadelphia (USA). Tre settimane di studio, ricerca e progettazione durante le quali i cinque assegnatari delle borse potranno accrescere le loro soft skill mettendo alla prova il loro talento, per lavorare in gruppo alla realizzazione di un prototipo di gioco virtuale teso a sensibilizzare i cittadini sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. La selezione si è svolta ieri alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma – Partner della Fondazione Mario Diana, che si occuperà di fornire il supporto tecnico-scientifico e l’organizzazione dell’esperienza di studio americana. La scelta non è stata facile per la Commissione, composta dal Segretario Generale e dal Direttore Operativo della Fondazione – Elpidio Pota e Rosaria della Valle – e dalla nota Economista Suor Alessandra Smerilli, Docente alla Pontificia Facoltà “Auxilium”. Su 16 iscritti 11 ragazzi hanno partecipato alla selezione dimostrando subito un’ottima conoscenza della lingua inglese e desiderio di mettersi alla prova con determinazione. Alla fine hanno prevalso l’aderenza degli studi svolti dai partecipanti al tema del Bando, la propensione al lavoro di gruppo, il forte spirito di collaborazione e le grandi capacità relazionali dei cinque assegnatari. “Siamo ancora increduli – hanno commentato i vincitori subito dopo la proclamazione -. Non possiamo che ringraziare la Fondazione Mario Diana e Suor Alessandra per aver creduto in noi e per offrirci questa opportunità irripetibile. Non deluderemo le vostre aspettative ma lavoreremo con impegno e tenacia. Siamo prontissimi!”. *** Bando di selezione per l’individuazione di 5 giovani partecipanti alla SUMMER SCHOOL DI PHILADELPHIA – USA. La Fondazione Mario Diana, nell’ambito del progetto PROMETEO, promuove la prima edizione della Summer School World, della durata di 3 settimane, che si svolgerà tra il 15 luglio e il 10 agosto 2017, nel Centro di Ricerca S.H.R.O. – Sbarro Health Research Organization – di Philadelphia, negli Stati Uniti d’America. A tale scopo, la Fondazione pubblica un bando di selezione per l’assegnazione di 5 borse di studio destinate a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, in possesso di laurea vecchio ordinamento oppure laurea specialistica o triennale secondo il nuovo ordinamento oppure diploma di scuola secondaria di II° grado, compresi i diplomandi dell’anno scolastico 2016/2017. I partecipanti avranno occasione di vivere un’esperienza di scambio nel campo della ricerca applicata e dell’innovazione, sul tema della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, e potranno acquisire competenze trasversali, nell’ottica del life-long learning, ed esprimere le loro abilità per realizzare un prototipo di gioco virtuale. Per candidarsi è necessario compilare il modulo di partecipazione di seguito allegato, che deve essere spedito via email all’indirizzo prometeo@fondazionediana.it entro il 25 febbraio 2017, secondo le modalità espresse nel bando. Clicca QUI per consultare e scaricare il Bando di selezione Clicca QUI per scaricare e compilare il Modulo di partecipazione
MEMORIA&FUTURO: liberi di essere liberi!

“Le cose cambiano se lotti per cambiarle. Nessuno deve rimuovere la verità di ciò che è stato”. E’ la lezione di vita più bella – ma anche la più importante – che gli studenti della VD del liceo “Pietro Giannone” di Caserta hanno appreso durante un progetto di “Istruzione alla Legalità” che li ha portati fino a Casal di Principe, per scoprire la rinascita dei luoghi confiscati alla camorra e dedicati al ricordo delle vittime innocenti. Riconoscendo alla cultura il potere di aprire le menti e stravolgere il cuore dei giovani– per renderli liberi di compiere scelte mature distinguendo tra bene e male – la Fondazione Mario Diana ha deciso di collaborare con l’Istituto casertano sostenendo la realizzazione di un video che sintetizza gli obiettivi e le attività progettuali, e dà voce alle emozioni vissute dagli studenti. “Non possiamo che ringraziare la Fondazione Mario Diana – ha sottolineato Grazia Falco, l’insegnante che ha guidato gli alunni durante il laboratorio e le visite -. E’ stato un viaggio ricco di scoperte ed emozioni, che ha permesso ai ragazzi di crescere e toccare con mano il valore di una presenza attiva e fattiva sul territorio di appartenenza. Si sono messi alla prova per esternare e condividere la lezione appresa. Non dimenticheranno mai il momento in cui hanno letto i nomi e le storie delle vittime innocenti della camorra”. “Siamo stati in un luogo che oggi trasmette un senso di giustizia e libertà – raccontano gli studenti -, abbiamo visto 116 volti di chi non c’è più, abbiamo provato la rabbia e il dolore di chi è sopravvissuto ma abbiamo colto anche la saggezza di chi ha intuito prima cosa fosse il male e ha scelto il bene. Questa esperienza ci ha trasmesso anche tanta tristezza e la paura di poter essere uno di loro, ma soprattutto il desiderio di avere il loro coraggio. Le cose cambiano se lotti per cambiarle! Continueremo a parlarne affinché il nostro sia sempre un grande NO!”.
“IntimaLente”: torna il viaggio alla scoperta della varietà insita nell’arte e nella cultura

Valorizzare le diverse culture e i molteplici linguaggi esistenti al mondo per aprirsi all’altro con occhio attento e curioso e cogliere la bellezza della diversità, come risorsa sociale e di relazione. In linea con la mission, la Fondazione Mario Diana sostiene la VI° edizione di “IntimaLente”, il Festival di film etnografici organizzato dall’Associazione B.R.I.O. – Brillanti Realtà in Osservazione – col patrocinio della Città di Caserta. L’edizione 2016 della rassegna si svolgerà al Centro Servizi Sociali e Culturali Sant’Agostino – in via Mazzini, 16 – da martedì 13 a giovedì 15 dicembre. Un progetto che si avvale della collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, guidato dalla professoressa Daniela Borrelli. Un’occasione importante per lasciarsi guidare dalla sete di conoscenza e compiere un complesso percorso alla scoperta delle scienze sociali, umane e artistiche, in cui gli unici taccuini di viaggio saranno la macchina da presa e le fotocamere. Un festival che ha in sé introspezione e originalità, che deve il suo titolo a un’approfondita riflessione tra vecchi amici e al suggerimento di uno dei più importanti antropologi visivi al mondo, Michael Herzfeld della Harvard University. Oltre a un ricco programma di proiezioni, dibattiti e incontri, saranno tre le grandi novità di questa sesta edizione: i lavori fuori concorso, pensati con la volontà di dar spazio al territorio per consentire comparazioni e studi “cross cultural”; la riproposizione di racconti fotografici quale tecnica alternativa per immagini fisse; e la presentazione rivisitata di un classico dell’antropologia italiana, “Sud e Magia” di Ernesto De Martino. Per consultare il programma completo del Festival clicca QUI
“LOVE FOOTBALL, HATE RACISM”

“LOVE FOOTBALL, HATE RACISM” Gli RFC Lions sono pronti per una nuova avventura Ancora poche ore e i “leoni casertani” daranno il via a una nuova avventura! Domenica 20 novembre è la prima giornata del Campionato federale di III categoria 2016/2017. La squadra degli RFC Lions sarà allo stadio “V. Palma” di Castel Morrone per sfidarsi con l’A.S.D. Castel Morrone. Comincia una nuova stagione calcistica e gli RFC Lions sono pronti a ripartire per diffondere il loro messaggio di pace e integrazione, attraverso una visione esemplare dello sport quale mezzo per sconfiggere razzismo, discriminazioni e sessismo. Quella che li attende sarà una stagione ricca di impegni e con obiettivi importanti da raggiungere. Oltre al campionato federale, quest’anno gli RFC partecipano anche al Campionato Amatoriale A-Diglio e al Campionato OPES A5 Femminile. “Un altro sogno che si realizza – ammette entusiasta il team -. Nuove partecipazioni che anche stavolta saranno possibili solo grazie al supporto della Fondazione Mario Diana Onlus. Siamo emozionati e determinati, perché quest’anno ci attende una missione ancor più impegnativa. Ci batteremo affinché non si parli più di atleti di serie ‘A’ e atleti di serie ‘B’. A livello nazionale ci sono ancora troppi ostacoli che bloccano il pieno coinvolgimento di calciatori stranieri – spiegano gli RFC -. Forse domenica, per l’inizio del Campionato, saremo costretti a scendere in campo con un solo giocatore straniero, perché l’iter per il tesseramento continua a essere lungo e molto difficile, nonostante si tratti di cittadini con regolare permesso di soggiorno. In Italia la burocrazia richiede troppi mesi, i calciatori sono emarginati e costretti a saltare anche più di sette giornate. E’ una vera ingiustizia perché lo sport è condivisione. Abbiamo deciso che da domenica, al fischio d’inizio, per un minuto, le squadre si siederanno al centro del campo in segno di protesta. Ci è subito giunto il sostegno dell’A.S.D. Castel Morrone e confidiamo nella collaborazione di tutti gli avversari che man mano incontreremo, con la speranza che alla FIGC arrivi il nostro grido di aiuto e il nostro coro ‘LOVE FOOTBALL, HATE RACISM’”. “Ama il calcio, odia il razzismo” è il messaggio che poche settimane fa ha accompagnato gli RFC Lions durante l’Action Week 2016 – la Settimana europea contro il razzismo – che coinvolge i più importanti club d’Europa. “E’ stato ancor più bello – concludono i leoni casertani -. Abbiamo giocato un’amichevole indimenticabile con la Casertana per ribadire i nostri ideali e mostrare alla nostra città e al mondo intero lo striscione ‘Caserta odia il razzismo’”.
La Buona Scuola. Confronto tra esperti sulle buone pratiche delle relazioni a scuola

Cos’è la buona scuola? Come si insegna e cosa occorre fare in una buona scuola? Ma, soprattutto, una scuola può dirsi veramente buona se “si limita” a trasmettere saperi e nozioni? Queste, in sintesi, le principali riflessioni che martedì pomeriggio, al liceo “Alessandro Manzoni” di Caserta, hanno animato il dibattito tra professori e pedagogisti italiani durante il convegno intitolato “Quando la scuola educa. Buone pratiche per le buone relazioni a scuola”. Promosso dalla Fondazione Mario Diana Onlus, in collaborazione con il CTS Caserta (Centro Territoriale di Supporto ai Centri Territoriali per le Nuove Tecnologie nella Didattica per l’Inclusione) e con il patrocinio della Città di Caserta, l’incontro ha coinvolto oltre 200 partecipanti – tra dirigenti scolastici e docenti – avviando un confronto propositivo tra colleghi che ogni giorno svolgono una meravigliosa, ma allo stesso tempo delicata, missione: educare i giovani alla vita! “La Fondazione Mario Diana, istituita in nome di mio padre, Mario, è la sintesi dell’impegno per la memoria con azioni di carattere sociale – ha dichiarato il presidente della Fondazione, Antonio Diana, introducendo i lavori del convegno -. I suoi moniti hanno sempre orientato le nostre scelte, perché già trent’anni fa mio padre affermava che per essere cittadini responsabili occorre essere uomini formati e consapevoli. Riconoscendo all’istruzione una forza motrice capace di favorire lo sviluppo personale, in un mondo sempre più globalizzato, la formazione e la conoscenza sono le leve per uno sviluppo personale delle giovani generazioni. La Fondazione investe sui giovani e sul loro futuro. E ancora oggi la scuola rimane il luogo privilegiato in cui la persona-studente si educa e “si forma”. La nostra Fondazione non farà mai mancare il proprio supporto a simili iniziative”. Un supporto importante che dà coraggio e alimenta la passione degli insegnanti: “Ci riempie di orgoglio sapere che in un momento così delicato e difficile c’è ancora chi crede nel valore della scuola – ha sottolineato la preside del liceo Manzoni, Adele Vairo –. La nostra è una missione al servizio degli alunni, interagire con loro è il momento più bello delle nostre giornate. Solo attraverso un rapporto umano e sincero potremo ridurre il gap che sempre più spesso allontana i giovani dall’istruzione”. Spunti di riflessione condivisi in pieno dall’Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, Daniela Borrelli, intervenuta al simposio in rappresentanza della Città di Caserta: “Da insegnante ho molto a cuore le problematiche che sta vivendo la nostra scuola, vivo con preoccupazione i dati dell’abbandono scolastico, la mancanza di servizi nei nostri istituti, i problemi di inclusione. Sono convinta che i cambiamenti del nostro tempo ci debbano far riflettere riportando al centro del dibattito il rapporto affettivo con l’alunno. La scuola dell’innovazione – la cosiddetta 4.0 – non deve farci dimenticare il valore del contatto tra esseri umani. Riportiamo al centro dei nostri obiettivi di educatori l’idea di una paideia globale in cui non si smette mai di imparare dal confronto e dalle relazioni. Sono convinta che il libro di Casey Carter rappresenti per noi tutti una guida e un sostegno validi”. Le tematiche scelte dai relatori e gli spunti di riflessione lasciati ai docenti presenti si sono ispirati a “On Purpose”, il libro del ricercatore americano Samuel Casey Carter tradotto e pubblicato in lingua italiana dall’editrice Città Nuova, grazie al contributo della Fondazione Mario Diana. Prima della conclusione è stata video proiettata un’intervista in cui l’autore spiega che il successo di una buona scuola dipende dalla dinamica relazionale che si instaura tra docenti e studenti, in primis, ma anche con personale amministrativo e dirigente. Il suo testo, attraverso la presentazione di 12 scuole eccellenti d’America, delinea i tratti essenziali di una comunità scolastica in grado di proporsi quale vera e principale risorsa formativa nella vita dei giovani. Il convegno si è concluso con l’intervento del Segretario generale della Fondazione Mario Diana, Elpidio Pota, che ha proposto alcune esperienze e testimonianze sulle buone pratiche scolastiche del territorio casertano. Di seguito riportiamo una sintesi degli interventi dei relatori: “I rapporti stessi educano le persone – ha sottolineato Francesco Lo Presti, Ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Parthenope di Napoli -. Il paradosso è la forte cesura esistente tra teoria e pratica. La vera innovazione per una buona scuola è la dinamica con cui il docente si mette in relazione con gli allievi e con i nuovi strumenti tecnologici a sua disposizione. Il dato che continuo a raccogliere è che spesso, terminati gli studi, i docenti sono assaliti da un forte senso di inadeguatezza quando entrano in aula e prendono contatto con gli studenti. Per instaurare una relazione educativa “viva” è necessario lavorare sul passaggio dalla formazione professionale all’inserimento nel contesto lavorativo concreto. Mettersi in discussione è fondamentale per un docente, la via del dubbio dà strade possibili da percorrere per arrivare ai giovani. Solo se siamo disponibili a falsificare le nostre idee possiamo arrivare al cuore e ai bisogni degli alunni”. “Una scuola buona e innovativa deve cercare di trasmettere un insegnamento sostenibile – ha sottolineato Monica Fedeli, Professore Associato in Didattica e Sviluppo organizzativo all’Università degli Studi di Padova -. Le strategie delle didattiche sostenibili sono pensate per far crescere la persona in una dimensione di relazioni continue e profonde. Tutti gli attori scolastici vanno coinvolti e devono essere in grado di far sentire le loro voci. La relazione studente-insegnante è componente fondamentale per l’apprendimento. Una buona didattica riesce a coinvolgere gli studenti come partecipanti attivi in tutte le pratiche di insegnamento e apprendimento”. “Istruire a cosa serve? L’enorme bagaglio di conoscenze che trasmettiamo ai giovani serve davvero? O servono più lo stare insieme, la stima reciproca, riflettere… Senza tutto ciò, da sole, le conoscenze servono? E cosa è una mente ben formata? – ha subito chiesto Michele De Beni, Professore di Pedagogia della persona e della comunità all’Istituto Universitario “Sophia” -. Se è vero che istruire significa trasmettere conoscenza, allora l’istruzione non è riempire un secchio di cose e nozioni ma accendere un fuoco che si propaga. Significa insegnare a pensare con