UN PIANETA POLIEDRICO DA PROTEGGERE

Appena ho terminato l’articolo per il periodico della Diocesi di Caserta, “il poliedro”, mi è giunto il testo della Fondazione Mario Diana Onlus dal titolo “La Casa Comune – il grido della Terra”. L’ho sfogliato subito, ho avvertito in me una gioia grande ed ho sentito di condividere tutto». Così nel 2017 introduceva Mons. Giovanni D’Alise la sua prefazione al nostro fotolibro ispirato all’enciclica Laudato sì.

Quando qualche settimana fa mi ha chiamato il direttore Nunziante proponendoci come Fondazione di curare mensilmente una delle pagine del giornale diocesano mi sono ricordato di queste parole del mio – mi permetto di dire – amico, compianto Vescovo. Con don Giannino quando ci incontravamo “sognavamo” – come lui amava dire – un mondo “da sogno”, così come era al principio. Siamo contenti, di averlo fatto gioire allora. Con questo nostro impegno preso adesso a beneficio del giornale a cui lui tanto teneva, siamo sicuri stia di nuovo sorridendo.

Il mondo è attraversato da profonde disuguaglianze ed un recente studio ha dimostrato che la pandemia ha aggravato un quadro già molto compromesso. Ed allora quale era e qual è ancora oggi questo sogno comune? La nostra visione è quella di avere un pianeta poliedrico che rifletta la confluenza di tutte le parzialità facendo in modo che ognuna, però, mantenga la propria originalità. Volendo ancor di più sintetizzare questo pensiero figurato di Papa Francesco espresso anche nella sua visita a Caserta, possiamo dire: “unità nella diversità”.

L’articolo del nostro Marco Miggiano illustra la strada che, insieme ai lettori de “il poliedro”, vogliamo percorrere nei prossimi mesi. Il fiore all’occhiello di questa rubrica mensile sarà, comunque, Maddalena Maltese, giornalista d’oltreoceano, biografa di Mario Diana, collaboratrice da New York del Il Sole 24 Ore, articolista di Città Nuova e dell’agenzia SIR, direttrice della comunicazione di Religion for Peace International, nominata, qualche mese fa, membro onorario della Fondazione Mario Diana. La ringraziamo per aver voluto mettere a disposizione la sua professionalità per la comunità casertana a lei tanto cara.