Ripartiamo dall’educazione

Questa storia ha inizio a Caserta 31 anni fa, quando un gruppo di giovani donne decise di dare vita ad un’associazione che si prendesse cura delle donne e dei loro diritti. Nasce Spazio Donna, impegnata per l’autonomia, la libertà e la consapevolezza delle donne.

Questa storia ha attraversato tante donne, nel bene e nel male, ma fin dagli inizi c’è stata una persona che ha deciso di donarsi anima e corpo a questa esperienza ed è Tiziana Carnevale, socia fondatrice dell’associazione, con cui ho avuto il piacere di conversare non solo sull’associazione ma anche su cosa vuol dire uguaglianza di genere nel 2021. “Oggi forse già parlare di generi è riduttivo ma comunque la cosa più importante è quella di un rispetto necessario verso tutte le differenze. Uguaglianza di genere significa anche applicare le leggi che esistono, per esempio quanti uomini non sanno che hanno la possibilità di congedi di paternità? Oppure che grazie alla legge sulla violenza sessuale del 2013 anche all’interno di un matrimonio la donna può dire no a un rapporto sessuale? Dobbiamo avere consapevolezza di noi stessi ma anche dare dignità al nostro partner”. Tiziana è molto decisa e utilizza una parola su tutte: Educazione! Senza una sana educazione al rispetto dell’altro non sarà possibile una uguaglianza di genere, all’interno del famiglia o nei luoghi di lavoro dove persiste una impietosa disparità economica tra generi. “Lo sapete che ad ogni attrice prima di iniziare le riprese di un film viene chiesto se ha intenzione di rimanere incinta? Questa è richiesta è lesiva della dignità della donna ma anche di suo marito o del suo compagno”.

Cosa è cambiato dal 1989? “Quando abbiamo fondato Spazio Donna non avevamo idea di quanta violenza loro subissero; venivamo da un periodo di grande mobilitazione femminista e anche Caserta era molto attiva per i diritti delle donne. In quegli anni, infatti, era raro che ci fosse un episodio di femminicidio, nei giornali era più comune leggere di uno stupro che di un omicidio; ma già nel ’96 si rese necessaria una legge contro la violenza sulla donne. Il fenomeno della violenza c’era già, ma era taciuto, esisteva una cultura che l’ammetteva. La violenza era inevitabile, la cosiddetta “sfortuna” della donna a trovare un marito violento. Rispetto ad allora comunque molto è cambiato. In Italia nel 2021 sono state uccise già 8 donne, un numero che è da il senso che è cambiato tutto”. 

La pandemia legata al covid-19 ci ha costretti a casa per diversi mesi e molte donne si sono ritrovare a vivere con i loro aguzzini senza aver alcuna possibilità di fuga. “Nella prima quarantena, in 15 giorni ho ricevuto 70 telefonate sulla mia linea personale. Telefonate notturne dai bagni di casa con acqua aperta per non farsi sentire, non solo di donne che temevano per la propria vita ma anche donne che avevano percepito la violenza insita nel ruolo femminile domestico, con uomini costretti a casa che le recriminavano poca pulizia o il fatto che un neonato piangesse troppo”.

Oggi Spazio Donna ha sede a Caserta nel Palazzo della Salute, Viale Paul Harris, 79 ma ha anche due case rifugio una sempre a Caserta e l’altra a San Potito. È attivo un Telefono Rosa, in parternariato con l’ASL di Caserta. Per chi volesse avere maggiori informazioni può trovarle sul sito dell’associazione 
www. spaziodonnaonlus.com.