Q-Hack4.0 Call4Earth, la terra chiama, i giovani rispondono

Perché la creatività e le idee dei giovani salveranno la terra

C’erano un campano, 5 siciliani e un veneto. No, non è l’inizio di una simpatica barzelletta ma è la storia di un gruppo di giovani che si sono riuniti virtualmente per formulare una proposta concreta per ridurre l’impatto delle polveri sottili in 13 Comuni intorno alla città di Mantova. Iba e Chiara, due studentesse universitarie fuori sede originarie della Sicilia, tutor di Unicef; Marco, un ingegnere ambientale dal veneto; Luca, Alessandra e Alessia, liceali siciliani; ed infine io, come facilitatore ambientale. L’occasione di incontrarci ci è stata offerta da un hackathon promosso da Unicef, dall’IAIA Italia e da Earth Day Italia, quest’ultimi nostri partner storici che ci hanno chiesto un contributo nella due giorni, Q-Hack4.0 Call4Earth.

Circa 100 giovani da tutta Italia si sono quindi iscritti ad un hackathon a distanza, con l’obiettivo di immaginare un progetto di sostenibilità ambientale da consegnare ai “grandi della terra” durante la COP27 che si terrà tra qualche settimana, nel mese di novembre, in Egitto. L’Unicef si è posta come mediatore tra i giovani attivisti a livello globale, la presidenza della COP27 e gli altri decision-maker, sulla strada verso la prossima COP; l’obiettivo principale è quello di facilitare la partecipazione e l’impegno delle nuove generazioni nei negoziati per il clima, attraverso eventi di alto profilo. Si sviluppa così l’idea di costruire un percorso di co-progettazione sociale proposto da giovani, che hanno il compito di ricercare soluzioni non ipotetiche ma basate sulle effettive necessità dei territori.

Divisi in 6 gruppi, i ragazzi e le ragazze, hanno così avuto modo di lavorare su tre territori italiani: la macro area intorno alla città di Mantova, quella di Palermo e quella intorno a Perugia. Noi, come gruppo 2, ci siamo concentrati su 13 Comuni dell’area di Mantova, analizzando come le polveri sottili in questa provincia siano estremamente alte e pericolose anche e soprattutto in considerazione di un elevato numero di bambini che abitano quel territorio. I dati ci sono stati forniti dalla piattaforma realizzata dall’IAIA, Q-Cumber, ovvero un GeoSocialForum che collega tra loro le persone del territorio interessate a sviluppare strategie collaborative di sostenibilità. Che fare quindi? Analizzando tutti i dati, i giovani si sono concentrati in particolare modo su una serie di proposte concrete legate alla mobilità sostenibile e all’utilizzo di impianti geotermici nel pubblico e nel privato. È nata così una proposta, dal titolo “Mantua Green”, che come le altre 5 degli altri gruppi, vuole essere un punto di partenza per stimolare gli enti amministravi e non solo a considerare come i giovani e le loro idee siano non solo sogni ma possibilità concrete per costruire un mondo più sostenibile e per contribuire a tutelare la vita di tutte le specie sulla terra.