Per sconfiggere la fame prima di tutto bisogna abbattere l’indifferenza

Quando è arrivata la pandemia a causa del Covid-19 lo scorso marzo, il mondo è piombato in un caos inaspettato che ha colpito tutti ma c’è chi ha subito maggiormente le chiusure generalizzate. La condizione dei senza fissa dimora è, infatti, tremendamente peggiorata, tutte le loro poche certezze sono crollate e la loro vita già precaria si è resa sempre più difficile. Con la chiusura di ristoranti, bar e pizzerie, ogni possibilità di recuperare qualche pasto, insomma di arrangiarsi per la giornata, si è complicata. 

Così come la ristorazione, hanno dovuto fermarsi anche quelle strutture che quotidianamente offrono sostegno a chi è in difficoltà. A Caserta, una di queste è il Movimento L’Aura onlus, realtà che dal 2017 opera in città, attraverso un centro di accoglienza e di ascolto dove volontari e professionisti offrono in primis pasti caldi ma anche cure mediche, servizio docce e assistenza psicologica, situato in via F. Renella n.120.

“Come tutti, siamo stati costretti a chiudere la nostra struttura per evitare contagi. Abbiamo ricominciato come avevamo iniziato, ovvero portando aiuto e cibo per strada”. A raccontare il periodo difficile è Floriana Malagoli, Presidente del Movimento l’Aura Onlus, nonché membro onorario della Fondazione Mario Diana onlus. “Per noi è stato un ritorno alle origini non certo previsto ma che non ci ha comunque scoraggiato”. Con le loro attività, il Movimento cerca di abbattere il muro di pregiudizi e diffidenza che porta spesso a giudicare o a ignorare i senzatetto, gli invisibili della città; il loro percorso di solidarietà ha portato tante persone in difficoltà ad avvicinarsi alle volontarie, sempre pronte a tendere una mano e un pasto caldo. “Per ovvie ragione anche il numero delle nostre volontarie si è ridotto; le più anziane o coloro che avevano alcuni piccoli problemi di salute, hanno preferito restare a casa ma è giusto così. Oggi siamo circa 10 volontarie attive; cuciniamo i pasti in sede, con le dovute accortezze, e poi usciamo a distribuirli per la città. Siamo operativi il martedì e il giovedì con un pranzo completo”.
Per i clochard la sede del Movimento è un luogo sicuro, accogliente e caldo, dove sperimentare quello che a volte manca, ovvero rispetto e dignità; offrire loro un piatto caldo è uno strumento per farli aprire, per cercare di recuperare momenti di serenità ma il covid ha complicato tutto questo. “Anche se nessuno dei nostri assistiti ha per fortuna contratto il virus, possiamo affermare tranquillamente che stanno malissimo, soprattutto la loro condizione psicologica è peggiorata”. Una condizione che comunque le volontarie hanno provato a rendere quanto più possibile vicina alla quotidianità dei servizi che offrivano. Il consueto pranzo di Natale in sede, promosso anche grazie al sostegno della Fondazione Mario Diana è, infatti, stato spostato in piazza con oltre 50 pasti consegnati insieme a un pacco dono con beni di prima necessità. Il tutto in un’atmosfera di grande comunione e condivisione, perché per sconfiggere la fame prima di tutto bisogna abbattere l’indifferenza. Per chi volesse mettersi in contatto con le volontarie, può farlo chiamando a questo numero: 347 108 8995.