Lo spirito dell’Europa unita É vivo

Il 9 maggio 1950 Robert Schuman presentava la proposta di creare un’Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. La proposta, nota come “dichiarazione Schuman”, è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea. Questa giornata (Festa dell’Europa) del 9 maggio è diventata un simbolo europeo che, insieme alla bandiera, all’inno, al motto (unità nella diversità) e alla moneta unica, identifica l’entità politica dell’Unione Europea. Allora si era appena usciti dal buio causato dal più grave conflitto mondiale di tutti i tempi partito proprio dal continente europeo.

A settanta anni di distanza, questa volta non per colpa della malvagità umana ma di un semplice virus parassita, di nuovo “fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze strade e città”. Parole usate da Papa Francesco in occasione del momento straordinario di preghiera lo scorso 27 marzo 2020; parole che scavano nelle cause di questa nuova notte mondiale (“non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato”) e che cercano rimedi (“dobbiamo cogliere questo tempo come un tempo di scelta … il tempo di scegliere cosa conta e cosa passa”) e metodologie di azione (“non abbiate paura! Dobbiamo essere una cosa sola, camminare insieme”).

“Insieme per l’Europa” è una prova che camminare insieme con una meta comune si può. Da circa venti anni centinaia di associazioni, movimenti e comunità cristiane collegati in una rete europea si sono impegnate a riscoprire quei valori e quei riferimenti culturali che sembra siano andati persi. In questa rete, periodicamente, non dei ministri o capi di governo, ma semplici cittadini, si confrontano in spirito fraterno cercando, pur nella diversità dei loro carismi o scopi sociali, quei punti comuni che fa sentire loro un senso di appartenenza non solo ad una sola famiglia, ma ad una patria europea.

Era il 12 maggio 2012, quando a Caserta oltre 100 associazioni, enti, istituzioni pubbliche e scuole si sono messe insieme per celebrare la Festa dell’Europa di quell’anno. Hanno deciso di farlo presso il luogo simbolo della città, la Reggia, un monumento dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sui finestroni della facciata srotolano le bandiere di ognuno dei 47 Paesi che compongono l’Europa. La giornata si conclude legando queste bandiere fino a formare uno striscione unico di ben 300 metri. Lo portano simbolicamente in corteo per le strade della città con davanti i gonfaloni e i sindaci dei Comuni che hanno aderito alla manifestazione mentre sul palco, costruito per l’occasione, autorità civili e religiose, artisti, persone impegnate nella giustizia e nell’ecologia offrivano le loro testimonianze, per concludere poi con un concerto musicale. Quel giorno Caserta era una delle 150 città di tutta l’Europa collegate in video con Bruxelles, prova che l’Europa unita, quella dei popoli era già una realtà, un segno di speranza per il futuro. Venne anche realizzato un video-clip, presentato di fronte alle autorità europee e ve lo riproponiamo oggi perché quello spirito arde ancora.

Quel 12 maggio da Caserta è partito un messaggio di speranza a tutto il continente, quello stesso giorno però, e pochi lo sanno, è stato generato anche l’embrione della nostra Fondazione. Ero uno dei principali organizzatore dell’evento casertano e mi proposero di invitare un giovane imprenditore impegnato nella tutela dell’ambiente perché portasse la sua testimonianza. Conobbi così Antonio Diana. Dopo un anno è nata la Fondazione dedicata al suo papà di cui da allora mi onoro di essere il segretario generale.

Accade spesso che nelle persone, come nelle organizzazioni, negli stati e nei continenti si attraversano dei periodi di buio. Papa Wojtyla ebbe ad affermare che “la notte oscura acquisisce a volte dimensioni di epoca e proporzioni collettive“. Ma questa notte – ha osservato – può diventare il preludio di un nuovo inizio.

É l’augurio che sentiamo di fare, soprattutto in questo periodo, all’Europa ed a tutti noi.