La piattaforma E-GIVE

Il compito è arduo. Realizzare in 24 ore un prototipo di piattaforma web che coniugasse dono, gratuità, comunione, sostenibilità e riciclo. Francesco Tirsi, Gaia Moscatelli, Emilio Apuzzo e Paolo Baldo Luchini, del gruppo Givekit, uno dei sette team partecipanti all’hackathon della Fondazione Mario Diana – denominata EGIVE, ci sono riusciti e sono andati anche oltre, stupendo con una presentazione ricca di emozioni i convenuti al Forum dei giovani presso il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio a Caserta, il 22 gennaio scorso.

La soluzione proposta è una classica situazione win-win, in cui vincono tutti. La Piattaforma digitale è diviso in 5 sezioni: una che spiega la filosofia, una rivolta alle persone che desiderano donare, una per chi ha bisogno, una per chi vuole sostenere il progetto e rendere disponibile il proprio tempo (questa pensata volutamente molto semplice, per dare modo a persone meno avvezze alla tecnologia di potersi registrare) e una con i contatti e un form per comunicare se ci fossero dubbi su come usare la piattaforma. 

L’idea mira a inserire nella nostra società persone in situazioni svantaggiate, dandogli la possibilità di imparare un lavoro o reinserirsi nel tessuto sociale. Si pone l’obbiettivo di creare nuova occupazione e di consentire ai pensionati, di fornire il proprio contributo e trasferire competenze e mestieri. L’obiettivo generale è quello di creare un tessuto sociale più unito costruendo un punto di aggregazione intorno agli oratori e ai circoli della Diocesi di Caserta, sparsi sul territorio. La Piattaforma digitale consentirà di stilare una lista dei desideri, il famoso carrello, che consentirà di connettere direttamente chi ha molto con  chi a molto poco.

Un video clip finale della presentazione del progetto sintetizza con immagini, parole e musiche i valori dell’idea proposta: integrazione, condivisione, sostenibilità, riciclo, rispetto, dignità. 

Viviamo in una società sempre più dedita al consumismo, una società sempre più povera di natura, di lavoro, di comprensione. Il progetto e la Piattaforma vogliono essere una risposta concreta per costruire un modello di comunità più equo e solidale 

Conosciamoli meglio i ragazzi del Team vincitore. Alcuni collaborano con Apple Developer Academy della Federico II di Napoli. “Ho deciso di trasferirmi a Napoli e iniziare l’Academy perché volevo imparare le tecniche che permettono di dare un impulso alla società. Da manager non mi occupavo d’altro che di comprare e vendere, non riuscivo a dare un senso alla mia vita” dice Francesco; Gaia: “sono un archeologo per amore e un designer per mestiere. All’Academy mi occupo di un progetto in collaborazione con una ONG indiana. Il suo scopo è quello di sostenere un’economia circolare in comunità rurali”; Emilio e Paolo – i due sviluppatori – sono impegnati per sviluppare un’App per bambini non udenti in collaborazione con la scuola Smaldone di Napoli.

Sembrano avverarsi le parole della Scrittura «… i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni» (Gioele 2, 28).

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