IL SUBACQUEO DELLA REGGIA

Raimondo Scotto della FIAS di Caserta racconta come cura i fondali marini e quelli della Reggia di Caserta

“Se gli oceani muoiono, moriamo anche noi”. A pronunciare questa frase è stato Paul Waston, storico ambientalista canadese, fondatore e presidente di Sea Shepherd Conservation Society, un’organizzazione dedita alla difesa e alla conservazione delle risorse e della fauna marina. Esiste, infatti, un legame indissolubile tra la vita sulla terra e quella sul mare. Curare il mare per sopravvivere sulla terra ed è quello che ogni giorno gruppi come la FIAS – Federazione Italiana Attività Subacquee di Caserta fanno per salvaguardare mare, laghi e fiumi. A raccontarci questa realtà è Raimondo Scotto, storico volontario della Federazione Casertana.

“Ho iniziato giovanissimo, circa 30 anni fa. Avevo 16 anni e la FIAS Caserta, come gruppo di subacquei, fu invitata a ripulire la fontana di Diana e Atteone nella Reggia di Caserta, quasi devastata dopo i festeggiamenti della pasquetta che erano soliti tenersi nei giardini della Reggia. L’anno successivo ci fu il referendum per la chiusura in quella giornata”. Da allora sono tantissimi gli interventi che Raimondo con il suo gruppo svolge nella zona costiera casertana e non solo, continuando ogni anno in maniera del tutto gratuita a ripulire le vasche e le fontane del monumento casertano. “Svolgiamo pulizia di laghi, fiumi; abbiamo ripulito l’area di Baia per rendere fruibile la visita della città sommersa di epoca romana. Siamo intervenuti come reparto della protezione civile durante il terremoto in Abruzzo. Interveniamo dove c’è bisogno, adottato tutti i protocolli necessari a rispettare beni storici e i fondali”. 

In particolare, Raimondo ci tiene a precisare una cosa: “La nostra filosofia è semplice: quando fai immersione ne vedi rifiuti in acqua, hai l’obbligo morale di raccogliere quello che ti è possibile e portarlo in barca, oppure segnalare il tutto agli organi competenti”. E purtroppo, episodi del genere si sono verificati spesso e continuano a verificarsi anche sulle nostre coste. Recentemente, la Campania si è aggiudicata nuove Bandiere Blu, divenendo la seconda regione d’Italia per numero di città costiere che possono vantare questo riconoscimento. Ma con i suoi 45 chilometri di spiaggia la provincia di Caserta non ottiene nessuna bandiera blu. “È un peccato, abbiamo una costa bellissima, soprattutto viva e affollata di fauna e flora – spiega Raimondo – C’è il passaggio delle tartarughe caretta caretta che viaggiano per depositare le uova in Cilento. Sulle dune nidificano i Fratini, abbiamo tante altre specie protette sulle nostre coste”. Tutta questa bellezza va a contrapporsi con un’altra triste realtà, costituita da abusivismo edilizio, depuratori inefficienti e cattiva gestione della cosa pubblica. Abbiamo un patrimonio splendido da valorizzare, salviamo il mare per salvare noi stessi!