Goal 8. Conciliare dignità del lavoro e crescita è possibile

Zainab è una donna libanese impiegata nel riciclo dei rifiuti; un progetto che ha cambiato la sua vita e quella di molte altre donne. Si può creare occupazione anche in contesti di crisi e diseguaglianza?

È una festa privata, domestica, anche sofferta quella che stiamo celebrando in questo primo maggio ai tempi del Covid-19. Niente manifestazioni di piazza, mega concerti, scampagnate all’aperto per celebrare i lavoratori. Si direbbe che non può esserci festa del lavoro quando un piccolo virus ha messo in terapia intensiva non solo i lavoratori, ma intere aziende, compagnie, fabbriche. In quarantena è finita l’occupazione, il fatturato, la crescita e sulla strada si stanno ritrovando in molti.

Una storia
Zainab conosce bene cosa significa sopravvivere in un contesto di crisi prolungata come quella del Libano, con scioperi e proteste costanti, economia in rosso, governo in costante bilico e ora anche il Covid-19. Per mesi Zainab entrava in un supermercato sognando quello che avrebbe potuto comprare ai suoi 4 bambini e ne usciva con l’indispensabile per la sopravvivenza, acquistato con gli aiuti governativi previsti per chi, in famiglia, vive con una persona handicappata: suo marito. Dopo 20 anni di attesa per un impiego statale, Zainab ha preso una decisione rischiosa e contro i pregiudizi locali: lavorare ad un progetto di gestione dei rifiuti solidi nella sua città, un’occupazione considerata socialmente degradante. Invece quella scelta ha cambiato la sua vita e quella di altre 60 donne impiegate nel centro di riciclo dello Shouneh settentrionale in Giordania, un centro finanziato dal governo canadese e dall’agenzia Onu per lo sviluppo che ricicla cartone, carta, metalli e plastica. Le donne hanno imparato a smistare le plastiche dure e i materiali riciclabili e li rivendono in mercati che dagli scarti creano nuovi prodotti. Per farlo, bussano alle porte delle case, parlano con le famiglie, spiegano il ciclo dei rifiuti e come separarli in sacchi separati da consegnare periodicamente. Ghadeer, un’insegnate precaria, è ora a guida della squadra: “Amo il mio lavoro e ho acquistato grande fiducia in me stessa soprattutto dopo essere stata eletta leader del gruppo”.

Reinventarsi è quindi parola d’ordine anche nel mondo del lavoro, sopratutto durante e dopo le crisi, senza mettere da parte la dignità. Significa tirar fuori nuovi talenti, grinta, capacità seppellite che in tempi inattesi possono davvero fare la differenza, come per Zainab e le sue colleghe.