Mario Diana
Chi era Mario Diana
L'uomo, l'imprenditore, il visionario
Mario Diana nasce il 23 ottobre 1936 a San Cipriano d’Aversa, in una famiglia contadina. È in quel contesto che matura i valori che accompagneranno tutta la sua vita: il sacrificio, il rispetto per gli altri e la convinzione che il lavoro rappresenti il più autentico strumento di libertà, dignità e riscatto sociale della persona.
Nel 1962 avvia il proprio percorso imprenditoriale. Negli anni arriva a operare nei settori del trasporto merci, dei servizi alle imprese e del recupero dei materiali di scarto. Anticipa così, con lungimiranza, una visione orientata al riciclo e alla valorizzazione delle risorse, in un’epoca in cui i temi dell’economia circolare erano ancora lontani dal dibattito pubblico.
Costruisce la propria impresa con determinazione, rigore e un profondo legame con il territorio. Alla capacità imprenditoriale affianca un forte senso di responsabilità civile: dopo il terremoto dell’Irpinia nel 1980, mette gratuitamente a disposizione uomini e mezzi della propria azienda per contribuire alle operazioni di soccorso e di rimozione delle macerie.
"Ai giovani raccomando di viaggiare. Viaggiate! Viaggiare significa imparare, confrontarsi con gli altri e aprire la mente. È così che si cresce."
La scelta della legalità
Come molti imprenditori operanti nell’area, è costretto a confrontarsi con le pressioni della criminalità organizzata. Mario Diana sceglie di non piegarsi. Rifiuta ogni forma di compromesso con la camorra, nella convinzione che nessun interesse economico possa giustificare la rinuncia alla propria libertà e ai propri valori.
Il 26 giugno 1985 viene assassinato a Casapesenna. Ha quarantanove anni e lascia la moglie Antonietta e i figli Teresa, Antonio, Nicola e Luisa.
Dal dolore alla responsabilità
Nel 2002 lo Stato italiano lo riconosce ufficialmente vittima innocente della criminalità organizzata. Al termine di un lungo percorso giudiziario, nel 2015 diventano definitive le condanne nei confronti degli esecutori del suo omicidio.
La famiglia, costituitasi parte civile nel processo, sceglie di trasformare il dolore in responsabilità, affidando la memoria di Mario Diana non soltanto al ricordo, ma soprattutto a un impegno concreto rivolto alle nuove generazioni.
Con questo stesso spirito prende vita la Fondazione Mario Diana ETS, con l’obiettivo di trasformare i valori che hanno guidato la sua vita – il lavoro, l’innovazione, la responsabilità, il coraggio e l’amore per il territorio – in opportunità di crescita, formazione e sviluppo per i giovani e per le comunità, affinché il suo esempio continui a generare valore e futuro.