Una nuova goccia di solidarietà: è nata Casa l’Aura

«Inserire del tempo per il volontariato tra i tanti impegni non è stato facile ma ci ho creduto sin da subito perché non c’è niente di più bello che condividere. E ancora oggi, al ritorno dalla distribuzione dei pasti, continuo a provare le stesse sensazioni. La pienezza dell’aver dato un senso concreto alla mia giornata, la contentezza dell’aver indossato il mio più bel sorriso per porgere un umile pasto che ai nostri amici avrà potuto riempire lo stomaco ma a me ha riempito il cuore. E spero di poterlo fare ancora, e ancora meglio, insieme alle belle persone da cui sono circondata in questa avventura e che mi hanno accolta». Mariachiara Cirillo è una delle socie del Movimento l’Aura Onlus. Una piccola grande donna – come la definisce la Presidente Floriana Malagoli – che da Agropoli si è trasferita a Caserta per frequentare la Facoltà di Medicina all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Studentessa “fuori sede”, tra lo studio, l’organizzazione, le trasferte e i turni in reparto, Mariachiara ha trasformato la sua vocazione all’aiuto degli altri in un impegno concreto e costante. Domenica scorsa Mariachiara ha gioito con Floriana, Tina, Lucia, Antonietta e le tantissime volontarie del Movimento per la nascita di Casa l’Aura. La loro sede operativa, tanto attesa e sognata, è stata inaugurata a Caserta, in via Fulvio Renella, e sarà centro di accoglienza, rifugio, mensa e tanto altro per i numerosi clochard che cercano riparo per le strade e nelle piazze della città. Una vera e propria casa – con bagni, docce, barberia, lavanderia, una cucina in fase di allestimento, tavoli, sedie – in cui regneranno sorrisi e tanto amore; dove la luce e il bianco predominano infondendo serenità e calore, e i murales colorati sparsi qua e là sulle pareti trasmettono gioia! «Grazie è una parola latina che mi piace molto perché indica grazia, riconoscenza, perché aiuta a esprimere la propria gratitudine – ha esordito Floriana. Ed è proprio quello che noi tutti vogliamo fare stasera, dirvi grazie. Senza i vostri consigli e il vostro sostegno, senza la vostra professionalità e l’impegno, senza le materie prime, gli arredi, e, soprattutto, senza così tanto affetto, Casa l’Aura non sarebbe nata. In primis senza la positività e la piena fiducia della Fondazione Mario Diana, che continua a sostenerci e ci ha permesso di avere una sede operativa. Ma grazie a voi tutti, uno per uno, alla nostra mascotte Mariachiara e ai tanti angeli che ci donano le proprie mani e ci mettono il cuore, che hanno creduto in noi e, senza chiedere nulla in cambio, sono scesi in campo al nostro fianco. E grazie a te, Signore, che mi guidi da lassù e hai voluto diventassi uno strumento per compiere il tuo disegno di solidarietà». Alla serata, che è stata allietata dalla musica della violoncellista Hanna Moiseieva e della pianista Pasqualina Marsocci, hanno preso parte anche Daniela Borrelli, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, e Vincenzo Girfatti, Assessore alle Politiche Comunitarie e agli Affari Generali. A far crescere ancor più l’atmosfera di gioia è stata la notizia di nuovi doni: a Casa l’Aura sono stati donati anche 14 nuovi tavoli, una porta e una vetrata necessarie a chiudere l’ambiente adibito a cucina. «Condivido l’emozione profonda di questa sera – ha sottolineato Antonio Diana, Presidente della Fondazione Mario Diana – perché è il sentimento che provo da quando ho conosciuto Floriana e l’intero Movimento. Penso che in molti, proprio come me, si chiedano come poter contribuire a donare un po’ di sollievo in questo tempo carico di preoccupazioni e angosce. La mia esperienza personale mi ha insegnato che, anche in momenti difficili, si può dare il proprio contribuito per aiutare l’altro, con impegno, coraggio e tanta fede. E anche oggi non ho dubbi, perché so che il Movimento l’Aura onlus rappresenta la risposta che cercavo e può contribuire al cambiamento. Continuerò a impegnarmi al vostro fianco perché sento che Casa l’Aura è anche casa mia». Per saperne di più su Casa l’Aura CLICCA QUI Per sfogliare la fotogallery dell’inaugurazione CLICCA QUI

Tableaux Vivants di Caravaggio: la Compagnia Ludovica Rambelli incanta Aversa

«Abbiamo assistito a un evento di grande spessore, che ha coinvolto l’intera comunità – non solo aversana – offrendole l’occasione di conoscere ancor più una città ricca di storia, con un importantissimo patrimonio culturale e artistico che purtroppo non tutti conoscono». Giancarlo è uno degli oltre 600 spettatori che il 10 novembre scorso, all’abbazia San Lorenzo di Aversa, con grande stupore hanno assistito alla presentazione de “La Conversione di un Cavallo”, suggestiva rappresentazione vivente delle opere di Caravaggio interpretata dalla Compagnia Ludovica Rambelli Teatro di Napoli. Durante la serata di arte e cultura promossa dalla Fondazione Mario Diana e l’Associazione culturale AversaDonna, con la Diocesi di Aversa, gli 8 attori in scena hanno dato vita a 23 tele del pittore italiano aiutandosi con soli oggetti d’uso comune e stoffe drappeggiate. Ritmicamente accompagnati dalle musiche di Mozart, Bach, Vivaldi e Sibelius, hanno cambiato scena e quadri, senza un attimo di pausa, illuminati da un solo taglio di luce; con estrema semplicità e grande impatto emotivo, attraverso la tecnica dei tableaux vivants. «Credo che la cosa più bella ed emozionante – ha sottolineato l’aiuto regia Dora De Maio – sia vedere l’armonia che c’è tra gli attori. E questo si ottiene soltanto con tanto allenamento e un grande lavoro di ascolto, con tanta umiltà. Ed è proprio questa la lezione che la regista Ludovica Rambelli ci ha sempre trasmesso, e che io stessa continuo a portare in scena da aiuto regia. Riuscire a trovare l’umiltà e la grande umanità del Caravaggio e dei suoi soggetti, per stare in scena non da attori ma come piccole e semplici cose. L’obiettivo di questo progetto artistico non è riprodurre scleroticamente il dipinto ma restituire al pubblico l’attimo che ne ha preceduto la realizzazione, per cogliere la dinamica e la forza dei soggetti e degli oggetti in scena. E vi svelo un piccolo segreto – ha concluso –. E’ proprio in questa città, alla Facoltà di Architettura, che per la prima volta, nel 2006, Ludovica presentò il suo nuovo progetto artistico. Grazie alla Fondazione Mario Diana e ad AersaDonna questa sera torniamo proprio dove tutto ebbe inizio». «Dopo la bellissima meditazione sulla Misericordia dell’attrice fiorentina Lucilla Giagnoni, con i Tableaux Vivants di Caravaggio abbiamo avuto l’occasione di ritornare ad Aversa – ha dichiarato Antonio Diana, Presidente della Fondazione Mario Diana – in un luogo ricco di storia, arte e culto, per assistere a una rappresentazione meravigliosa che lascia davvero senza parole». «Abbiamo voluto ancora una volta promuovere la cultura, fil rouge che unisce la nostra Associazione alla Fondazione Mario Diana e alla Consulta universitaria – ha sottolineato Nunzia Orabona, Presidente di AversaDonna. Ma soprattutto, regalare nuove emozioni con un evento in grado di unire arte, storia, fede e spiritualità». Per saperne di più su “La Conversione di un Cavallo” CLICCA QUI Per sfogliare il Libretto de “La Conversione di un Cavallo” CLICCA QUI Per sfogliare l’album dei Tableaux Vivants interpretati ad Aversa CLICCA QUI

“Casa l’Aura”, nasce a Caserta il Centro di accoglienza per clochard

Una casa in cui regneranno amore e solidarietà; un punto di riferimento e riparo per coloro che all’improvviso hanno perso tutto – affetti, casa, lavoro – e si ritrovano a vivere soli, per strada. Sarà inaugurata domenica 12 novembre, alle ore 18:30, in via Fulvio Renella, a Caserta, “Casa l’Aura“, la sede operativa del Movimento l’Aura Onlus; un centro di accoglienza e ascolto che sarà gestito da volontari e professionisti pronti a tendere la mano, offrire pasti caldi e donare cure mediche ai sempre più numerosi clochard e indigenti che cercano rifugio sui marciapiedi e nelle piazze della città. «E’ un sogno che si realizza! Non riusciamo ancora a crederci – racconta emozionata Floriana Malagoli, Presidente del Movimento l’Aura Onlus –. In questi mesi di duro lavoro in tantissimi ci hanno dimostrato affetto e ci hanno messo cuore, esperienza e professionalità per consentirci di dar vita a Casa l’Aura. Se tutto questo sta accadendo è innanzitutto grazie alla Fondazione Mario Diana Onlus, che condivide in pieno i nostri valori e ha subito creduto in noi. Senza la sua piena fiducia e il suo sostegno oggi non potremmo avere una sede fissa. Ma grazie anche agli imprenditori, ristoratori e commercianti che continuano a sostenerci, che ci hanno regalato gli arredi, le materie prime e i prodotti per preparare i pasti. Quando un anno e mezzo fa abbiamo dato vita a l’Aura Onlus – sottolinea Floriana – eravamo “solo” un gruppo di amiche piene di speranze e sogni. Oggi siamo circa 50 soci e oltre 20 volontari operativi. Dal 2016 è stato un crescendo, un vortice di emozioni, imprevisti  e gioie. A Casa l’Aura i nostri amici potranno mangiare seduti a tavola, tutti insieme, potranno ripararsi dal gelo dell’inverno e dal sole estivo. Proprio come ogni uomo merita. Cercheremo di abbattere quel muro di pregiudizi e diffidenza che ci spinge a giudicare – o ancor peggio a ignorare – i senzatetto, dimenticando che a tutti può capitare di diventare senza fissa dimora. E’ questione di un attimo, di un imprevisto, di un inciampo, perché tutte le certezze svaniscano». Al momento, Floriana e l’intera squadra de l’Aura Onlus continueranno a distribuire la cena il martedì ma la struttura sarà aperta tutti i giorni fino alle 21/21:30. A giorni alterni, e a orari prestabiliti, gli ospiti potranno essere visitati, medicati e ascoltati da medici, psicologici ed esperti che hanno condiviso con entusiasmo la mission del Movimento. «Pian piano cercheremo di distribuire la cena più volte a settimana e, appena la cucina sarà pronta, cominceremo a cucinare in sede – conclude la Presidente. Siamo consapevoli che quello che stiamo facendo è ancora poco, che è solo una goccia nell’Oceano. Ma andiamo avanti con speranza e fiducia perché, come diceva Madre Teresa di Calcutta, se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno».

Imprenditoria nel Mezzogiorno: si può fare!

Dalla sperimentazione innovativa al prestigioso concorso internazionale “Il Compasso d’Oro”. In questi anni Roberta Ventrella e Giovana Antunes hanno percorso una strada in salita che gli ha permesso di mettersi in gioco per affrontare nuove sfide e sperimentare le proprie idee, raggiungendo traguardi sempre più importanti e dimostrando che – anche in una regione per molti “difficile” e senza futuro – con impegno, passione e talento, si può produrre qualcosa di bello. A dicembre prossimo le due giovani imprenditrici – la napoletana Roberta, architetto di 32 anni, e l’italo-brasiliana Giovana, esperto in Design e Comunicazione di 36 anni – parteciperanno al più autorevole concorso internazionale di design, “Il Compasso d’Oro” dell’ADI, l’Associazione per il Disegno industriale, per presentare il loro nuovo progetto, frutto della collaborazione tra due diverse anime imprenditoriali, due diverse formazioni e due diverse storie personali. Il loro incontro è avvenuto nel 2015, quando Roberta, con la collega Lara Bernardi, vinse la I edizione dell’Academy di 012factory, ricevendo il “Premio Mario Diana Caserta Business Awards 2015” del valore di 10 mila euro dalla Fondazione Mario Diana; gli altri 10mila in servizi offerti dal Centro di Contaminazione per Start-up e Imprese di Caserta 012 Factory le hanno permesso di sviluppare l’idea imprenditoriale dando vita alla Selframes, una start up per realizzare un giunto innovativo destinato a costruire oggetti per l’interior design. L’inizio di un’amicizia e di una collaborazione professionale. «Senza Giovana non avrei saputo come comunicare il mio prodotto alle persone – spiega Roberta –. Parlando con lei ho visto il mio progetto attraverso i suoi occhi. È riuscita a portare il mondo dell’ingegneria ai fruitori del prodotto ed è nato un nuovo progetto che è il frutto della collaborazione delle due anime imprenditoriali». Per leggere il servizio realizzato da Appia Polis CLICCA QUI Per saperne di più sul “Premio Mario Diana Caserta Business Awards 2015” CLICCA QUI

6 uno di noi! Sei anni con gli RFC Lions per dire “no” alle discriminazioni

6 anni insieme per diffondere un messaggio di pace e integrazione attraverso una visione esemplare dello sport, mezzo efficace per riunire le persone e sconfiggere razzismo, omofobia, sessismo ed esclusione sociale. Gli RFC Lions Ska Caserta sono pronti per festeggiare i primi sei anni di attività. Quello ormai alle porte sarà un weekend ricco di appuntamenti, che li vedrà impegnati in campo nell’ambito delle “Football People Action Weeks”, le due settimane di azione contro il razzismo ed ogni altra forma di discriminazione promosse dal Fare Network. «Nel calcio, come nella vita di tutti i giorni, è quanto mai doveroso rivendicare l’uguaglianza di tutte le persone, qualsiasi siano il colore della pelle, la terra d’origine, l’etnia di appartenenza, il sesso e la religione – spiegano gli RFC -. Per il sesto anniversario del nostro progetto, il collettivo ha organizzato una serie di iniziative e attività che ci riempiono di gioia perché ci consentono di condividere gli obiettivi di Fare Network, una rete di squadre, tifosi, gruppi e associazioni di tutta Europa che si dedicano alla lotta al razzismo e alla xenofobia nel calcio». Sabato 14 ottobre i leoni casertani disputeranno due tornei per dire “no” al razzismo. La mattina saranno al centro sportivo Bateca di San Leucio con il United Glasgow; nel pomeriggio si sposteranno allo Stadio “Pinto” di Caserta, per giocare con la Casertana F.C., che scenderà in campo indossando le loro magliette con il motto “Love Football Hate Racism” e gli striscioni “Caserta ripudia il razzismo”. Domenica 15 ottobre, dalle 09 alle 14, il progetto antirazzista sarà presentato nella Villa Giaquinto di Caserta, per una mattinata all’insegna di street soccer, buon cibo e tanta musica. Un anniversario importante che coincide con il rinnovarsi dell’amicizia e della condivisione d’intenti tra gli RFC Lions e la Fondazione Mario Diana. «Quest’anno abbiamo deciso che la Fondazione Mario Diana sarà il nostro main sponsor e ci accompagnerà in ogni torneo e incontro – annunciano entusiasti -. Per il terzo anno consecutivo Antonio Diana e l’intera squadra della Fondazione hanno scelto di scendere in campo al nostro fianco, per sostenerci. E’ il regalo più bello che abbiamo ricevuto per il sesto compleanno. Mai come quest’anno, senza il rinnovarsi del loro supporto, non avremmo potuto fare tutto quello che abbiamo in calendario, ma soprattutto accogliere nuovi giovani rifugiati che nel calcio riescono a trovare pari opportunità e dignità. Solo 3 anni fa eravamo 5 amici che credevano in un sogno… oggi siamo una grande famiglia, che lotta e crede negli stessi ideali. Ormai siamo quasi 90 e credo che il prossimo anno supereremo i 100 partecipanti. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla Fondazione, che ha sempre creduto in noi, condivide i nostri valori e i nostri obiettivi. Per noi è una responsabilità portare in giro per l’Italia e per il mondo la storia di Mario Diana e l’impegno della sua famiglia. Ne siamo onorati e non smetteremo mai di impegnarci». Per saperne di più sul progetto degli RFC Lions CLICCA QUI

Borsa di studio “Mario Diana”, arriva il giorno della premiazione

Si svolgerà domani, 7 ottobre 2017, alle ore 11, la consegna ufficiale delle Borse di Studio “Mario Diana” a Michele Formisano, Giovanni Battista Musco, Maddalena Milo, Simona Russo e Giuseppina Diana. Nella Sala Giunta di Confindustria Caserta, in via Roma 27, i 5 studenti vincitori del Bando PROMETEO Italia 2017 riceveranno le 5 borse di studio quinquennali  che li accompagneranno e sosterranno durante l’intero percorso universitario. Michele e Giovanni sono pronti per una nuova avventura al di fuori della Campania; il primo studiando Ingegneria informatica al Politecnico di Torino, Giovanni seguendo Giurisprudenza all’Università Bocconi di Milano. Le tre giovani studentesse hanno già le idee molto chiare e hanno scelto di costruire il proprio futuro nella regione d’origine; Giusy si è iscritta alla Facoltà di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe all’Università Orientale di Napoli; Maddalena ha scelto di coltivare la sua passione per la scrittura seguendo Lettere alla Federico II di Napoli; e Simona ha cominciato i corsi in Economia aziendale all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Capua. «E’ stata un’esperienza formativa e allo stesso tempo molto divertente e incoraggiante – sottolineano all’unisono i cinque giovani -. PROMETEO ci ha aiutati a metterci in gioco, a vincere timore e imbarazzo, ma soprattutto a credere in noi stessi e nelle nostre capacità. La Fondazione Mario Diana ci ha cambiato la vita! Abbiamo incontrato persone generose che – nonostante il grande aiuto che offrono a noi giovani – sono umili e disponibili. Ora tocca a noi, non le deluderemo!». I cinque giovanissimi avranno l’occasione di conoscere e confrontarsi con Rosa, Serena, David, Eugenio e Roberta, gli studenti che nel luglio scorso sono volati negli Stati Uniti d’America per partecipare a una Summer School World al Centro di Ricerca Sbarro Health Research Organization di Philadelphia. Con loro ci sarà la nota economista suor Alessandra Smerilli, Docente della Pontificia Facoltà “Auxilium” di Roma – Partner della Fondazione per il supporto tecnico-scientifico del progetto americano – e Antonio Giordano, Direttore della Temple University di Philadelphia. Per saperne di più sul Bando e sulle fasi di selezione CLICCA QUI