Cinque anni di laudato sì

La Fondazione Mario Diana conclude la settimana dedicata alla Laudato sì. Celebrare il creato da custodi e da cittadini di una Casa comune anche in tempo di pandemia.

Il 24 maggio 2015 l’enciclica “Laudato sì” veniva resa pubblica. Papa Francesco aveva sorpreso il mondo scrivendo una lettera dedicata al creato e alle sue creature. Oggi celebriamo cinque anni dalla promulgazione e in questa domenica, tanti di noi, gente della Campania felix e non solo ci saremmo ritrovati ad Acerra per ascoltare le parole di Papa Francesco che aveva deciso di festeggiare questo anniversario proprio in quella che per tutti è la Terra dei fuochi. Il presidente della Fondazione Mario Diana, Antonio Diana, aveva offerto il suo supporto per l’organizzazione della visita al vescovo di Acerra, ma le circostanze della pandemia hanno modificato i programmi. 

Forse in pochi sanno che, nel 2014, sorvolando in elicottero la Campania, mentre si recava in visita alla Chiesa di Napoli, Bergoglio vide lo scempio di questa terra devastata, diventata tristis e non più felix, come gli antichi la conoscevano. 

Il papa si commosse nel vedere lo strazio di una natura indifesa di fronte alle ferite inferte dall’uomo e decise, come lui stesso ha dichiarato più volte, di scrivere la Laudato sì, un documento universalmente riconosciuto per il suo valore sociale da scienziati, governanti, ambientalisti, gente semplice, credente o senza una chiara affiliazione religiosa. 

Il Covid-19 non ha consentito al Papa di visitare le diocesi italiane più colpite dall’inquinamento, come avrebbe voluto fare per ricordare l’anniversario della sua lettera.  Un invisibile virus ha costretto tutti, in maniera planetaria, a fermarsi, a riflettere e non per qualche attimo, ma per giorni e settimane; mentre la natura disarmata e sotto attacco sembrava riprendersi la scena sottratta per troppo tempo. 

Tanti si chiedono: ci sarà un vero risveglio delle coscienze? Avrà capito il genere umano il significato autentico del “dominare” biblico sul creato e le creature, nel senso di custodire? Mai come in queste settimane abbiamo toccato con mano che l’«universo non è sorto come il risultato di un’onnipotenza arbitraria, di una dimostrazione di forza o di un desiderio di auto affermazione. La creazione appartiene all’ordine dell’amore» come scrive papa Francesco (LS, n. 77). Certo la pandemia ci ha fatto sperimentare che dipendiamo l’uno dall’altro, che siamo  davvero “uno”, e possiamo farcela solo insieme. E seppure ancora nella sofferenza cominciamo a vedere qualche luce, ad esempio nell’assetto geopolitico, con la sigla di tregue dove prima si combatteva spietatamente ed anche un’Europa che, con fatica, sta mettendo in piedi un sistema di solidarietà tra Paesi. 

La Fondazione Mario Diana è particolarmente toccata da questa celebrazione poiché l’ambiente, nella sua componente ecologica e sociale, è il core business del nostro servizio che, in questi sette anni, si è declinato in formazione, solidarietà, arte, cultura del riuso e del riciclo. Proprio la pubblicazione della Laudato sì, ha ispirato la realizzazione del fotolibro “La Casa Comune, il grido della terra”, dove alcune delle parole chiave dell’enciclica sono state coniugate con l’arte della fotografia. In occasione dell’anniversario dell’enciclica papale abbiamo deciso di rendere questa pubblicazione sfogliabile per tutti sul sito web (link al fotolibro). Abbiamo anche deciso di festeggiare l’enciclica con un’intera settimana, offrendo a chi ci segue, una serie di videomessaggi donatici da personalità religiose e laiche, alcune anche tra gli autori del fotolibro. 

Giovanni D’Alise, vescovo di Caserta (link al video) ci ha ricordato che “quando si tocca la vita, si tocca Dio e quando si tocca Dio, contemporaneamente si tocca l’uomo”. Il saggista Maurizio Pallante (link al video) ha lanciato un messaggio di speranza: “le preoccupazioni e l’angoscia di questi giorni possono darci anche la spinta a cambiare radicalmente il nostro modo di vivere, di produrre, di rapportarci con gli ambienti in cui viviamo. La Laudato sì, ci offre preziose indicazioni in proposito”. E poi il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo (link al video), uno dei leader religiosi che si è più schierato a difesa dell’ambiente, ci ha indicato la direzione per raggiungere la meta: “il tempo delle parole è finito, ora possono solo iniziare le opere. La scelta è di tutti noi assieme”.

.Oggi sarà anche un giorno di gratitudine per la nostra terra, l’acqua, il cielo, i frutti e gli esseri viventi che ad ogni latitudine popolano il nostro unico pianeta, una grande “Casa Comune” dove siamo chiamati a convivere da custodi e non da predatori.